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A che punto è il contrasto trasnazionale alle mafie

 

Si è svolta giovedì  22 ottobre la conferenza internazionale a Bruxelles dal nome “Transnational fight against mafia type organisations – State of play and perspectives” (lotta transnazionale contro le organizzazioni di tipo mafioso – situazione attuale e prospettive) organizzata dall’ intergruppo del Parlamento europeo sulla criminalità organizzata, la corruzione e la trasparenza (ITCO).

Intento della conferenza internazionale era quello di “creare un dibattito tra le autorità giudiziarie, di polizia e le agenzie europee responsabili delle politiche internazionali con il coinvolgimento diretto di legislatori e istituzioni” così come dichiarato dall’eurodeputato Ignazio Corrao del Movimento 5 Stelle che ha organizzato l’evento. L’europarlamentare siciliano nel suo intervento ha sottolineato come sia doveroso chiedere con insistenza l’impegno della Commissione Europea ed ha ricordato che per il 23 ottobre è stata istituita la giornata europea in memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata.

Molti i temi trattati: dalla direttiva sul congelamento e la confisca dei beni, alla legislazione europea in relazione ai reati di tipo mafioso. Si è parlato anche della direttiva sulle squadre investigative comuni dove l’Italia, ad oggi, è rimasto l’unico paese a non aver recepito la norma europea entro i termini scaduti il 1 dicembre 2014. Su questo, la Commissione Europea ha risposto all’interrogazione dell’europarlamentare del M5S che “L’Italia continua ad ignorare il recepimento della decisione quadro attuata da tutti gli Stati membri per consentire alle autorità investigative e giudiziarie coinvolte nella lotta contro la criminalità organizzata di partecipare alle squadre investigative comuni”.

Oltre a Corrao, presenti anche le europarlamentari Laura Ferrara (M5S) Elly Schlein (PSD)  e il deputato Francesco D’Uva (M5S) della Commissione Nazionale Antimafia.

Presenti tra gli altri, il dott. Spiezia della Direzione Nazionale Antimafia (DNA), il Gen. Lusi della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), la dott.ssa Camelio dell’agenzia europa Eurojust, il dott. Ellero di Europol e in rappresentanza della Commissione Europea la dott.ssa Gago.

I dati emersi nel corso dell’evento sono impressionanti: 3.600 organizzazioni criminali presenti negli stati membri di cui il 70% opera a livello transnazionale, senza distinzione di confini. Cosa che invece avviene ancora nei diversi stati dell’UE dove si continua a rifiutare la parola “mafia” e si preferisce guardare altrove. L’intento dell’intergruppo va proprio in questa direzione: uniformare la legislazione europea per giungere ad un regime giuridico omogeneo e far capire agli stati comunitari che la lotta alle mafie è una priorità europea. Le organizzazioni criminali, a differenza dei singoli stati, si muovono e fanno affari a livello globale. Per questo è necessario maggiore impegno da parte delle istituzioni e degli stati europei. Per non risvegliarsi come all’indomani della strage di Duisburg, sprovvisti e increduli. Anche se da allora non è che sia cambiato molto.

L’intergruppo del Parlamento europeo sulla criminalità organizzata, la corruzione e la trasparenza (ITCO) costituito su iniziativa dei parlamentari Elly Schlein e Dennis De Jong è stato creato da per continuare il lavoro politico iniziato dalla Commissione Speciale CRIM della legislatura precedente, la cui presidente era Sonia Alfano.

E’ possibile rivedere l’evento qui

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