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Valigia blu, l’importanza del vademecum antirazzista

 

Vivo a Milano. Ogni mattina prendo la metropolitana per arrivare in ufficio. La gente si accalca, stipata in vagoni al limite della respirabilità. La fretta è il denominatore comune di ogni tragitto: le persone corrono, indipendentemente dal fine o dalla necessità. Scalpitano sul posto, intrappolati in queste gabbie di lamiera da cui fuoriescono a fiumi al momento prestabilito. A bordo, l’arcaico gusto della socialità si è trasformato nel più moderno fenomeno Social. In questo caso, tre lettere in meno rappresentano lo spartiacque tra due generazioni : tra lettori mp3 e cellulari, l’occhio è sempre troppo impegnato per guardarsi intorno. Qualcuno sfoglia timidamente un libro, ma l’avvento del Kindle sta convertendo la carta stampata in un accessorio per collezionisti.
In alcuni casi, tuttavia, la gente si ferma. È successo circa un paio di giorni fa, quando un gruppo di ragazzi presumibilmente africani è salito compostamente sul mezzo. Per qualche minuto il fascino digitale è venuto meno. Molti passeggeri (generalizzazione necessaria) hanno iniziato a scambiarsi sguardi di disprezzabile intesa. Una coppia di anziani, forse convinti di mantenere un tono di voce sufficientemente basso da passare sotto traccia, si sono lasciati andare al più banale frasario di sfondo razziale: “Vengono a Milano, a spese nostre, rubando il lavoro ai tanti Italiani disoccupati. Soprattutto adesso che c’è crisi!”. Nessuno ha sostenuto la conversazione, ma alcuni presenti annuivano.
È stato un lungo preambolo, ma spesso la descrizione di un episodio riesce a trasmettere quella carica di significato difficilmente eguagliabile da qualsiasi ragionamento teorico. Parlare con le immagini è facile ed emotivo, ma a volte non basta. A volte, quando la polemica si fonde con gli stereotipi del pensiero comune, le radici di un credo, giusto o sbagliato che sia, affondano nel terreno dell’ “eterna ragione”. Fare spallucce e virare su argomenti meno scottanti e l’attitudine dei più. Gli altri, pochi, si siedono al tavolo e studiano. Partendo dalle foglie, risalgono alle radici, alla ricerca di un filamento di speranza da cui far nascere nuovi germogli.

Ci hanno provato, a mio avviso con successo, Angelo Romano e Andrea Zitelli in partnership con alcuni quotidiani locali del gruppo Espresso. Da un fitto lavoro di documentazione ne è nato il “Vademecum antirazzista”, un vero e proprio “libretto di istruzioni” per smontare dialetticamente i temi più gettonati del dibattito pubblico. I vari “dormono in hotel di lusso, hanno il telefonino, aumentano la criminalità…” vengono affrontati singolarmente e confutati da dati e percentuali estrapolati da autorevoli ricerche statistiche.
Sono sufficienti 15 minuti per leggere il documento, giusto il tempo di un viaggio in metropolitana. Avendo già il telefono in mano, potrebbe essere una buona occasione per dare un senso alle tanto amate condivisioni social. Pensateci.

Vademecum antirazzista: HYPERLINK “http://www.valigiablu.it/migranti-vademecum-antirazzista-i-commenti-cattivisti-smontati-uno-per-uno/” http://www.valigiablu.it/migranti-vademecum-antirazzista-i-commenti-cattivisti-smontati-uno-per-uno/

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