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“Non ce la faccio più”: così una giovane disabile mentale denuncia i suoi aguzzini

 

Subiva maltrattamenti dalla madre e dal suo compagno che abusava di lei. Carabinieri e operatori sociali hanno condotto un’indagine silente e mirata che ha consentito di scoprire la triste realtà in pieno centro di Lamezia.

 

LAMEZIA – Ogni giorno subiva insulti e mortificazioni da parte della madre e del suo convivente, un aguzzino che ripetutamente abusava sessualmente di lei grazie alla complicità e alla connivenza della stessa mamma. Angela (nome di fantasia) è una giovane di 33 anni affetta da ritardo mentale fin dalla nascita, una forma di disabilità che ha fatto credere alla madre e al suo compagno che la figlia non sarebbe mai stata in grado di dire ad alcuno quello che era costretta a subire ogni giorno. I due criminali erano comunque convinti che, se anche avesse parlato, nessuno mai avrebbe creduto alle parole di Angela.

Invece la giovane è riuscita a venire fuori dall’inferno in cui la stessa madre l’aveva fatta sprofondare. I militari dell’Arma di Lamezia, sotto la direzione della procura della Repubblica lametina, hanno condotto un’indagine silente e mirata.  Un’equipe “ad hoc” ha lavorato in sordina con attività non intrusive nei confronti della vittima e con l’obiettivo precipuo di proteggere la ragazza e liberarla dalla sua terribile situazione.

L’attività svolta dagli investigatori, scattata dopo aver ricevuto delle segnalazioni, ha consentito di scoprire come la povera vittima, venisse non solo maltrattata ma anche abusata sessualmente dal compagno della madre, con la piena consapevolezza della stessa. Carabinieri e operatori sociali si sono trovati davanti alla casa degli orrori, in pieno centro di Lamezia, un luogo in cui quotidianamente tutto si ripeteva come un film già visto e che ormai aveva portato la povera ragazza quasi a rassegnarsi, a pensare che tutto rientrasse nella norma.

Ma è bastata una sua frase sussurrata fra le lacrime, un suo “non ce la faccio più” che ha commosso gli investigatori, i quali hanno così potuto scoprire la triste realtà. La madre della giovane disabile mentale e il compagno sono stati arrestati in quanto “ritenuti responsabili in concorso tra loro dei reati di maltrattamenti in famiglia nonché violenza sessuale aggravata nei confronti della ragazza”. Angela che nonostante la sua grave disabilità psichica è riuscita a mandare dei segnali di aiuto a chi investigava sulla sua condizione, è stata assegnata dalla procura ad una struttura protetta dove sicuramente inizierà per lei una nuova vita. (msc)

 

Da redattoresociale

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