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Georgia, iniezione letale dopo 70 anni

 

Gli Stati Uniti hanno eseguito oggi una condanna a morte, cinque giorni dopo l’appello lanciato da Papa Francesco al Congresso americano per l’abolizione della pena capitale. È stata eseguita in Georgia la condanna a carico di Kelly Gissendaner, 47 anni, accusata di avere pianificato l’uccisione del marito insieme all’amante a Douglas nel 1997.

Si tratta della prima donna sulla quale viene eseguita una condanna a morte in Georgia da 70 anni e della 16esima donna uccisa con pena capitale negli Stati Uniti dal 1976. Gissendaner era l’unica donna nel braccio della morte nello Stato. È stata uccisa con iniezione letale alle 12.21 ora locale nella prigionie di Jackson.

Gli avvocati di Gissendaner hanno sottolineato che la donna non era presente quando il marito fu ucciso e che a compiere rapimento e omicidio fu l’allora fidanzato Gregory Owen, che fu condannato invece all’ergastolo. L’uomo ottenne uno sconto di pena testimoniando in aula contro la sua complice. L’esecuzione di Gissendaner era stata annullata a febbraio e poi di nuovo a marzo, quando le autorità riscontrarono un problema nel farmaco che stavano per usare per l’iniezione letale.

Nonostante il clamoroso appello del Papa – che dopo le parole al Congresso nei giorni scorsi, ieri in una lettera scritta dal nunzio negli Usa monsignor Carlo Maria Viganò si è appellato perché la pena venisse commutata – la commissione della Georgia non ha voluto accogliere la richiesta. I suoi membri non hanno voluto fornire una motivazione per la decisione, precisando che hanno esaminato con molta attenzione la richiesta d’appello prima di pronunciarsi.

Secondo quanto riferito da un portavoce dell’amministrazione penitenziaria locale, la donna “ha fatto un’ultima dichiarazione e ha chiesto di pregare”. (Avvenire.it)

Da sanfrancesco

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