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Agli studenti del Liceo Dante di Roma, i maggiori consensi della giuria del concorso “Una nuova carta d’identità per la Rai”

 

É dal novembre del 2012 che gli studenti del Dante Alighieri si preparano ad affrontare il rinnovo della Concessione, in scadenza a maggio 2016, che affida alla Rai in esclusiva il Servizio Pubblico radiotelevisivo. Un percorso durato tre anni, seguito da decine di studenti, che si sono avvicendati nel tempo, all’interno e oltre l’orario scolastico, mossi da curiosità, senso civico e dalla ferma convinzione di poter contribuire alla salvaguardia di uno dei pilastri della nostra Repubblica.

Il progetto è stato portato avanti attraverso i workshop tenuti nei locali del liceo, con la collaborazione dei docenti e la supervisione dei giornalisti di Articolo 21 che ci hanno messo a disposizione materiali e spunti che hanno arricchito la nostra formazione e fornito stimoli per una discussione consapevole non meno delle lezioni ordinarie di filosofia, greco e storia.

Mentre eravamo al lavoro per produrre un testo chiaro che definisse il ruolo della Rai del futuro, abbiamo anche avuto l’opportunità, tra il 2013 e il 2015, di prendere la parola ai convegni e ai dibattiti organizzati da Articolo 21 ed Eurovisioni a Villa Medici, alla Federazione della Stampa, alla Camera dei Deputati, ecc.
In queste occasioni ci siamo confrontati con il Direttore Generale della Rai, il Presidente della Commissione di Vigilanza e personalità come Sergio Zavoli e l’attuale Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

Questi incontri ci hanno finalmente messo in condizione di comprendere l’importanza che assume il rinnovo della Concessione per la democrazia nell’informazione e per la crescita civile dei cittadini.

Questo concorso é stato indubbiamente una delle esperienze formative più intense nel nostro percorso di studi perché abbiamo potuto sperimentare come da nozioni e riflessioni inizialmente ingenue  e sterili possano germogliare competenze fertili; come sia importante impegnarsi per una causa molto più grande di noi, e come attraverso questo impegno si possa affermare, con fierezza, di avviarsi alla vita non come sudditi, ma come cittadini.

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