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Unioni civili: dalle detrazioni alla reversibilità, i conti non tornano

 

Secondo l’Istat, le coppie dello stesso sesso conviventi sono 7513, di cui 529 con figlio. Per il Ddl in discussione al Senato il governo stima un aumento graduale di spesa dai 3,7 milioni per il 2016 ai 22,7 per il 2025 per le misure alle coppie dello stesso sesso. Ma il Servizio Bilancio: “Oneri difficilmente quantificabili”

 

ROMA – La scarsità di dati sulle coppie omosessuali in Italia rende difficile la quantificazione delle spese derivanti dalle misure previdenziali e fiscali previste dal testo base “regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” la cui discussione è in corso in Commissione Giustizia del Senato e che dovrebbe arrivare in aula la prima settimana di agosto: è quanto emerge dal dossier del servizio bilancio del Senato, le cui osservazioni sono state riprese ieri sera nella discussione in commissione Bilancio, anche se il testo è passato senza modifiche. Il dossier evidenzia che, se da un lato secondo l’Istat ha rilevato che nel 2011 circa un milione di persone si sono dichiarate omosessuali o bisessuali, dal censimento realizzato dall’Istituto lo stesso anno è risultato che le coppie dello stesso sesso conviventi sono 7513, di cui 529 con figlio.

L’ufficio del Senato per la quantificazione degli oneri finanziari delle leggi mette in dubbio la stima realizzata dal governo nella relazione tecnica della legge, che quantifica in 3,7 milioni di euro per il 2016, con un graduale aumento fino a giungere a 22,7 milioni nel 2025, le nuove spese derivanti dalle detrazioni fiscali per coniugi a carico, dall’assegno per il nucleo familiare, dalle pensioni ai superstiti e dal mancato introito dell’imposta di successione.

Secondo la stima governativa, inizialmente il principale mancato introito riguarderà  la detrazione fiscale per il coniuge a carico, che costerebbe 3,2 milioni nel 2016 con un incremento di 1,3 milioni per ciascun anno successivo per giungere a 16 milioni nel 2025. La stima è stata fatta dai tecnici governativi prendendo come numero di riferimento quello delle coppie dello stesso sesso conviventi in Germania, ovvero 67 mila secondo il censimento del 2011. E’ stato poi valutato in 690 euro il valore della detrazione media per coniuge a carico e stimato come possibili beneficiari della detrazione il 35 per cento delle coppie. I tecnici del Senato hanno evidenziato come in Francia nel 2013 siano stati contratti 6000 patti civili di solidarietà (Pacs) di coppie dello stesso sesso e hanno affermato che essi corrispondono a “un flusso più che doppio rispetto a quello ipotizzato nella relazione tecnica“.

“Il parametro numerico posto alla base della quantificazione non può essere positivamente verificato in assenza di altri elementi informativi – affermano i tecnici del Senato – presentando significativi profili di incertezza, anche perché si tratta di un dato assunto sull’esperienza di un altro paese con caratteristiche di popolazione economiche, culturali, religiose differenti da quelle italiane”. Si tratta di aspetti “che potrebbero avere riflessi circa il numero, e il suo andamento nel tempo, delle coppie omosessuali italiane potenzialmente interessate alle unioni civili”. (lj)

Da redattoresociale

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