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Italia Lavoro spa: 400 vincono la vacancy e da professionisti a scadenza diventano precari senza contratto

 

Lunedì 6 luglio, dalle 11.00, si terrà a Roma presso la sede centrale di Italia Lavoro spa, ente strumentale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la manifestazione organizzata dai comitati dei vincitori delle selezioni che a distanza di un mese non sono stati ancora contrattualizzati.

Il presidio capitolino sarà uno dei tanti che si terranno presso le sedi regionali della società controllata al 100% dal Ministero dell’economia e delle finanze. Obiettivo principale: quello di incontrare il presidente Reboani per avere chiarimenti sulle precarie condizioni in cui versano circa 400 professionisti che dalla chiusura delle selezioni non hanno più avuto alcuna notizia dall’azienda.

Le selezioni, che hanno impegnato la struttura aziendale per diverse settimane, si sono concluse i primi di giugno di quest’anno. A stoppare ogni festeggiamento, però, è stato lo stesso Governo con due provvedimenti attuativi del noto Jobs Act, la legge delega sulla riforma del lavoro. Il primo, da tempo all’esame delle commissioni parlamentari, è il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che riforma la normativa sui contratti, eliminando ad esempio le collaborazioni a progetto; il secondo fresco di Consiglio dei Ministri è lo schema di decreto-legislativo che riordina la normativa in materia dei servizi per il lavoro e le politiche attive, attualmente all’esame delle Camere. In particolar modo quest’ultimo provvedimento ha condotto i precari di Italia Lavoro a interpretare con non poca preoccupazione il silenzio prolungato dell’azienda.

Come riportato dallo schema di decreto, infatti, Italia Lavoro spa è destinata al commissariamento da parte della neo istituenda Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal) che subentrerà a pieno titolo nella promozione e gestione delle azioni in mabito di politiche attive, del lavoro e di inclusione sociale.

Selezioni vinte, contratti che non arrivano, la società che chiuderà a breve, un nuovo soggetto e una niente affatto chiara transizione tra Italia Lavoro e Anpal. Due più due fa quattro, e così i vincitori delle selezioni hanno cominciato a chiedere spiegazioni, contattare gli uffici della società, qualcuno ha raggiunto sindacati, parlamentari, i gabinetti politici e quelli tecnici del Ministero ma dei contratti nessuna idea. Qualche sparuto comunicato al vetriolo tra sindacati e azienda, ma nulla di concreto all’orizzonte.

Uno dei tanti paradossi all’italiana si consuma così. Professionisti delle politiche del lavoro e dell’inclusione sociale, esperti e specializzati, ricchi di competenze, impegnati per anni al servizio di un ente strumentale del Ministero, nel supportare le attività istituzionali, formative, amministrative, tecniche e operative nel vasto mare dei servizi per il lavoro e il sociale. Hanno contribuito fattivamente ai programmi di rilancio del mercato del lavoro, sostenendo giovani e disoccupati, collaborando con i centri per l’impiego e le realtà regionali e territoriali al fine di far raggiungere obiettivi occupazionali importanti. Erano impegnati per combattere la precarietà e la disoccupazione, per avviare i giovani al lavoro, far emergere le professionalità e valorizzare le competenze e si trovano loro stessi precari, disoccupati, depauperati della propria professionalità e del proprio valore lavorativo.

Qualcuno dirà “è la crisi, bellezza!”, loro no. Forse perché hanno toccato con mano la disperazione di chi è senza lavoro e la speranza di chi ne cerca un uno, forse perché hanno avuto l’opportunità di contribuire a far incontrare le fantomatiche domanda e offerta. Forse perché lottare per un posto, anche se a scadenza, è ormai una prassi consolidata per le nuove come per le vecchie generazioni. Forse, per queste ragioni, i 400 vincitori delle selezioni di Italia Lavoro hanno deciso di non mollare, di provarci per sapere cosa accadrà realmente. Hanno iniziato così, con un bloghttp://italialavoroprecario.wix.com/blog, un account twitter @CrackJobsAct, una pagina facebook Italia Senzalavoro, e un social bombing fondato sull’hashtag: #contrattosubito.

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