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Da Mafia Capitale al Giubileo

 

Ormai è certo. Il prefetto Gabrielli sarà l’uomo che  sostituirà il sindaco nella responsabilità di gestire il Giubileo e questo ha provocato una reazione irata da parte del primo cittadino della capitale. Vero è che l’addensarsi, nello stesso momento, di due emergenze notevoli come l’arrivo crescente di masse sempre maggiori di migranti dall’Africa del Nord e dall’Asia che stazionano sempre più disperati nella stazione centrale di Milano e nella stazione tiburtina della capitale e la previsione con il Giubileo di altre folle destinate ad affluire in quella che resta comunque la capitale della cristianità costituisce la base  per un periodo difficile e arduo da gestire con i mezzi normali di cui possono disporre le autorità e i capi degli apparati repressivi nel nostro Paese.

E’ difficile pensare che le conseguenze prevedibili del fenomeno migratorio sempre più massiccio nel nostro Paese e della timidezza (per non dir altro) della comunità europea che ha sede a Bruxelles nel varare misure, in grado di non lasciare un solo paese a rispondere all’ondata massiccia in arrivo,  si fermino a piccoli disordini o a difficoltà momentanee ma è invece probabile che ne derivino nel tempo conseguenze molto più ampie e pesanti per le popolazioni europee ed extra comunitarie interessate.  E’ molto più probabile, invece, che si abbiano fenomeni diffusi di scontri tra paesi diversamente posti di fronte all’assalto e di difficoltà crescenti a mano a mano che la bella stagione porti all’arrivo sempre maggiore dei disperati in fuga dalla miseria e dalle guerre interne. E così oggi a chi governa l’Italia e alla commissione Junker che cerca di reggere il governo europeo si impongono decisioni sempre più difficili e pericolose. Soprattutto se, come nel caso del nostro Paese, esplodono nello stesso momento come sempre del resto vicende complesse e ingarbugliate ma di pessimo stampa come la seconda e terza parte di Mafia-capitale che mostrano le istituzioni in difficoltà e a volte incapaci di difendersi di fronte all’attacco di società segrete e bande mafiose che mostrano di avere uomini e strumenti in grado di ricattare e gestire con facilità chiunque pensi di apporsi ai loro progetti affaristici e mafiosi. E’ quello che sta succedendo nella nostra capitale e vorremmo sentire dall’altra parte un governo più deciso nei fatti, oltre che nelle parole,nel porre fine a un fenomeno indegno di un paese civile e moderno come aspiriamo ad essere.

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