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Tasse e rimborsi. Caffè del 18

 

Tesoretto e rimborsi. Un premier imbronciato – questi giudici non gli sono piaciuti – oggi si fuma il famoso tesoretto per poter restituire, il primo agosto, 500 euro a 4 milioni di pensionati i cui assegni non erano stati più rivalutati per una scelta del governo Monti. In tutto fanno due miliardi. Per la Stampa, “solo un mini rimborso”. Per rimborsare tutti – non solo quelli sotto i 3mila euro lordi – sarebbero serviti 11 miliardi, per rimborsare tutto il mal tolto addirittura 18. La Repubblica invita i pensionati a fare come Mattarella, che “si taglia lo stipendio” sottraendo la pensione da professore dallo stipendio da Presidente. Come si dice? Il piatto piange.

Rimborso che dai, tassa che prendi. “L’incognita di 12 miliardi di nuove tasse”, scrive il Corriere e spiega “Sindaci e governatori hanno margini per rialzare le imposte 2015. Il gettito fiscale delle Regioni potrebbe arrivare a 7 miliardi”. Implacabile Sergio Rizzo spiega la ratio delle nuove tasse: lo stato non spende di meno. “Cinque governi e trentatre rapporti ma la spesa pubblica sale di 107 miliardi”. Un conto è spianare questo o quell’avversario politico, un altro è ridurre l’intermediazione che gonfia la spesa, contenere il peso dei comitati d’affari e degli interessi corporativi.

“Ci toglie un peso”. Chi l’ha detto? Silvio Berlusconi, commentando la decisione di Fitto di lasciare Forza Italia e PPE per andare verso i conservatori (britannici). Più greve Matteo Orfini: “in Liguria c’è CivaToti”. L’accusa a Civati è di intelligenza col nemico. In Liguria dove, secondo la Stampa, c’è “l’incubo pareggio” tra Toti e Paita. Strano tutto ciò. Sembra che Berlusconi abbia perso la memoria. Non è stato lui a fare il governo con Letta, poi a rompere, ma a siglare poco dopo un patto al Nazareno con Renzi, per romperlo di nuovo. Si toglie un peso, e se il peso fosse lui? Quanto a Orfini, seguito a ruota da Serracchiani, chi ha scelto una candidata simbolo del vecchio sistema di potere in Liguria? Chi non ha mosso un ciglio davanti ai brogli nelle primarie e alla cacciata di Cofferati? Chi si fa appoggiare da liste che pullulano di centristi ex berlusconiani e di amici della curia? Amici e compagni, ormai la politica si fa in campo aperto – ce lo ha insegnato un tal Matteo – e la sinistra trova spazio dove trova spazio. In Liguria con Pastorino. “Primo partito i senza partito”, dice un’indagine di Cmr Intesa Sanpaolo. Il 52,7% degli intervistati si sente lontano o lontanissimo dalla politica. Il 75% sostiene che le categorie destra-sinistra abbiano perso significato. È la conseguenza della “democrazia esecutiva” imposta al paese 10 anni fa, con il porcellum e perfezionata di recente con l’Italicum. Non votino, ci disprezzino, ma ci lascino fare..nel loro interesse?!

Scuola, ”tregua armata”. Secondo Repubblica il patto potrebbe essere questo. Niente ostruzionismo delle opposizioni, pochi emendamenti della minoranza Pd e in cambio il governo sarebbe disposto a concedere qualche cambiamento: limitare il potere del preside, definire meglio il concetto di valutazione dell’insegnante, dare qualche speranza ai precari esclusi, rivedere l’impianto del 5 per mille. Renzi vuole vincere la partita prima del 31 maggio per poi stravincere, magari imponendo la fiducia, al Senato, dove potrebbe non avere i numeri. Vedremo come finirà. Certo – e questo lo dovrebbero sapere gli insegnanti – la rottura del 5 maggio (sciopero della scuola) non si ricomporrà presto. Polemiche, scontri, scioperi, magari anche idee nuove, continueranno ad agitare il mondo della scuola dopo l’approvazione di questa riformetta maldestra e per anni. Alla fine, i voti in Parlamento contano ma di più conta il sentimento del paese

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