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Rom pagati per raccontare il falso in tv. Come si deforma l’informazione

 

Rom e islamici. Sono loro i nemici perfetti, le categorie su cui concentrare le nostre paure, le persone che incarnano il male, il pericolo, il rischio per noi e i nostri figli. Non è una novità. La novità è pagare uno di loro per raccontare il falso davanti alle telecamere, interpretare il ruolo di truffatore e di pericoloso terrorista islamico che ci aspettiamo da un rom e da uno straniero. Il tutto con la mediazione di un giornalista che mette in piedi – lui sì – una truffa ai danni dei cittadini italiani, degli stranieri e dei rom che vivono nel nostro paese.

L’allarme sicurezza, l’allarme terrorismo, l’allarme stranieri… A dare fondamento alle paure generate da un’informazione ansiogena non ci sono più solo i fatti presentati in maniera strillata e deformata. Da adesso basta pagare, anche poco, per trovare testimoni. E le interviste anonime, con il volto oscurato si prestano bene. Ma forse neanche questa è una novità. Il 23 aprile scorso l’Associazione Carta di Roma aveva chiesto all’Ordine dei Giornalisti di andare a fondo su un caso analogo, quando una ragazza di origine rom aveva dichiarato a un’intervista di Servizio Pubblico di essere stata pagata 20 euro da una giornalista di Mattino 5 per rilasciare alcune dichiarazioni.

E così mentre l’Europa cerca una strada comune per combattere i trafficanti di uomini, nel nostro paese prende il via un altro commercio che sfrutta stranieri e rom per una manciata di euro per alimentare l’odio contro loro stessi. Una vera perversione.

La creazione del nemico fa un passo avanti. La civiltà e il buon senso un passo indietro.

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