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Migranti, sì alle missioni per mettere “fuori uso” le navi degli scafisti

 

Il consiglio dei ministri degli esteri approva le operazioni navali. Il comando sarà italiano. Scompare il termine “distruggere” per favorire la necessaria risoluzione Onu. Ancora nessuna chiarezza sulle quote dopo il dietrofront della Francia e di altri paese

BRUXELLES – Via libera alla missione navale europea per neutralizzare i contrabbandieri nel Mediterraneo e porre fine alla tratta di esseri umani. Il Consiglio dei ministri degli esteri e della difesa ha approvato la base legale per la missione navale e il quartiere generale sarà a Roma. Il comando sarà affidato all’ammiraglio Enrico Credendino. Il nome della missione sarà “EuNavFor Med” e avrà un budget di 11,82 milioni di euro per “la fase di avvio dei primi due mesi”. Il mandato iniziale sarà di 12 mesi.
Poca chiarezza ancora sulle quote per la cosiddetta ricollocazione dei migranti. “Ci sarà una discussione rilevante il 15 e 16 giugno durante il Consiglio giustizia e affari interni”, ha precisato il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, nel giorno in cui la Francia, attraverso il primo ministro Manuel Valls si è detta contraria alle quote, aggiungendosi clamorosamente al blocco dell’Est formato da Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. E mentre la Spagna “ha iniziato una discussione quasi filosofica”, secondo Gentiloni, “perché si sta chiedendo in base a quale criterio si debbano decidere le quote, su superficie, reddito o altro”. Gentiloni ha anche portato in conferenza stampa dei dati secondo cui dall’1 gennaio 2015 fino a oggi ci sarebbero stati “39.982 migranti sbarcati, una cifra non così superiore rispetto allo scorso anno, dall’1 al 17 maggio, un aumento pari al 10 per cento”.
Tornando alle navi degli scafisti, il termine “distruggere” è stato sostituito nel documento iniziale e sono comparse le parole “eliminare, mettere fuori uso” (inoperative in inglese). “Abbiamo attenuato i termini perché dobbiamo intrecciare questi elementi con quanto deciderà l’Onu”, ha spiegato il ministro della difesa Roberta Pinotti. L’approvazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu è infatti necessaria. Tuttavia, ci sono Paesi come la Danimarca che non parteciperanno alla missione militare, ma solo all’operazione civile Triton. “Francia e Spagna hanno dato la loro piena disponibilità”, hanno sottolineato Pinotti e Gentiloni.
Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, si è detta speranzosa sull’inizio della operazione navale a giugno, in occasione del Consiglio affari esteri del giorno 22, auspicando che nel frattempo arrivi l’approvazione dell’Onu, mentre l’approvazione definitiva della missione navale sarà decisa dai Capi di stato e di governo in occasione del Vertice Ue del 25-26 giugno.
La Mogherini ha individuato come fondamentale anche un “miglioramento della partnership con l’Unione africana. Abbiamo inoltre parlato con la Turchia per gestire meglio il flusso dei migranti provenienti da quell’area”. Importante anche aumentare la presenza in Niger. “Lo status quo non è un’opzione percorribile”, ha affermato Mogherini.
Né i ministri italiani, né la Mogherini hanno potuto confermare la presenza di miliziani dell’Isis sui barconi nel Mediterraneo. “Non posso che ripetere quanto detto da Alfano – ha riferito Pinotti – non abbiamo evidenza che ci siano state infiltrazioni dell’Isis sui barconi anche se non possiamo escludere questa possibilità. In questo senso abbiamo già attivato la missione ‘Mare sicuro’ che vede la partecipazione della marina e dell’aeronautica italiana”. (Giovanni de Paola).

da redattoresociale.it

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