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Dall’orrore dell’Opg a una vera casa: la nuova vita di 14 ex internati

 

Siamo entrati nella Casa degli svizzeri, la “residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza detentive dove saranno ospitati parte dei detenuti dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia. Stanze con bagno, tv, ping pong e niente sbarre alle finestre

BOLOGNA – Dopo anni di rinvii, ieri gli opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari, sono stati formalmente chiusi. I 741 detenuti verranno trasferiti gradualmente nelle Rems, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive: dei veri e propri luoghi di cura gestiti interamente da personale medico dove si punta al reinserimento nella società del paziente. La prima ad essere inaugurata, il 27 marzo, è stata la “Casa degli svizzeri” a Bologna, un’antica abitazione colonica completamente ristrutturata che accoglierà 14 malati psichiatrici provenienti dall’opg di Reggio Emilia.

“Il nostro obiettivo è ridurre la loro pericolosità sociale”, spiega il direttore Claudio Bartoletti in una nostra intervista video. “Non ci saranno guardie né sbarre alle finestre, anche se l’intera struttura sarà sorvegliata 24 ore su 24”. La Rems, immersa nel verde, ha al suo interno una sala dove svolgere attività ricreative, una cucina e uno studio ambulatorio. Ci sono libri, una tv, un tavolino da ping pong e un bigliardino. Le stanze sono singole o doppie e tutte sono dotate di un bagno personale. I detenuti saranno seguiti da una equipe di 52 persone composta dapsichiatri, psicologi, infermieri, operatori socio-sanitari, terapisti della riabilitazione, educatori e assistenti sociali. In Emilia Romagna è stata aperta anche la struttura di Casale di Mezzani, in provincia di Parma, dove saranno ospitate 10 persone. Entrambe le residenze però sono provvissorie: nel 2016 dovrebbe aprire quella definitiva a Reggio Emilia.

La chiusura dei sei ospedali psichiatrici giudiziari presenti in Italia è frutto di un lungo percorso iniziato nel 2011 con l’istituzione di una commissione al Senato guidata da Ignazio Marino. Muri cadenti, malati abbandonati nella sporcizia e senza cure e 360 detenuti da dimettere: questo il risultato dell’inchiesta testimoniato da video e foto. Accanto a persone che avevano compiuto crimini efferati, c’era anche chi era stato condannato per reati minori, ma non era più uscito dall’opg: sono i cosiddetti ergastoli bianchi.

Oggi le Rems hanno l’obiettivo di superare la logica degli ospedali giudiziari che l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva definito: “un esempio di estremo orrore, indegno di un paese appena civile”.  Come spiega Bartoletti: “abbiamo chiamato il nostro progetto ‘Anche quando è più difficile’. Sarà una impresa non semplice, ma siamo convinti che attraverso cure adeguate le persone possono essere riabilitare socialmente”. (Maria Gabriella Lanza)

Da redattoresociale.it

 

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