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RSF Reporter Senza Futuro e (Contras)segni della libertà d’informazione

 

Quando ogni anno Reporter Senza Frontiere consegna l’indice della libertà d’informazione, quel dito lo sento puntato minacciosamente perciò sto qualche secondo in apnea, ma questa volta è un violento pugno. Su 180 Paesi monitorati nel mondo, siamo al 73esimo posto, scesi in un anno di 24 posizioni, collocati tra Moldavia e Nigaragua (!). Per esempio l’Estonia è al decimo, il Ghana al 22esimo, la Namibia è 17esima… Le principali infamanti ragioni: verso i cronisti 43 aggressioni fisiche, 9 attentati incendiari a beni personali, 129 cause per diffamazione “immotivate” intentate per lo più dai politici in pesantissimo afrore di censura. Tra gli “agenti non statali” è la mafia a controllare e minare la nostra Informazione allo stesso modo in cui Isis e cartelli della droga la controllano e la minano in quei paesi là

Altro che Je suis (intanto la Francia guadagna un posto collocandosi a 38).  “Che cosa siamo noi?!” meglio sarebbe chiederci ogni giorno a mo’ di catartica riflessione: sarebbe meno umiliante che esistere di vile blablologia.

Mi allevierebbe un poco sapere che il nostro ministro delle Comunicazioni condivide pur solo la metà delle mie amarezza, vergogna, rabbia, disonore. Ma noi non l’abbiamo neppure il ministro, pur essendo l’Informazione tra i fondamentali beni di Nazione in Stato di Diritto. Lo Renzi il munifico ha incaricato (il bravo giornalista) Antonello Giacomelli quale sottosegretario del ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni.

L’Informazione noi, oltre che la releghiamo, infatti la deleghiamo.

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