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ATTENTATO DELLA SIGLA TTP CONTRO UNA SCUOLA A PESHAWAR

 

MORTI FERITI E PRIGIONIERI / SOLIDARIETA’ AGLI STUDENTI E ALLE FAMIGLIE, VOGLIAMO LA LIBERAZIONE DEGLI OSTAGGI

Continuano le stragi di innocenti in Oriente, questa mattina un gruppo terroristico talebano ha fatto un attentato contro una scuola pubblica, di proprietà dell’esercito, nella cittadina di Peshawar, in Pakistan. Sono morti al momento 130 civili, di cui 123 studenti, ci sono più di 200 feriti mentre le riserve di sangue scarseggiano e sono tenuti in ostaggio circa 500 tra studenti e docenti.

Dichiara Alberto Irone, portavoce nazionale Rete Studenti Medi: “Assistiamo da lontano all’ennesimo barbaro attacco di cellule terroristiche contro una scuola e degli studenti. L’atto è stato commesso per scongiurare le uccisioni extra giudiziarie dei detenuti talebani nelle carceri pakistane, una vendetta sanguinosa e violenta, che deve ricevere la condanna ufficiale di tutto il mondo. Attaccare studenti, insegnanti, civili all’interno di una scuola è un atto fortemente simbolico inaccettabile, premeditato per colpire al cuore la memoria delle generazioni future e diffondere violenza e paura nei luoghi della conoscenza e della cultura, come le scuole, che sono la chiave per sconfiggere la violenza e favorire l’integrazione e la pace”.

Conclude Gianluca Scuccimarra, coordinatore Unione degli Universitari: “Condanniamo l’atto, diamo la nostra solidarietà alle famiglie colpite, chiediamo la liberazione immediata delle centinaia di studenti ancora in mano terrorista. Pretendiamo che l’Unione Europea e i governi nazionali degli Stati membri, soprattutto il governo italiano, che esprime l’alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini nell’attuale composizione della commissione europea, si impegnino prima di tutto pubblicamente a condannare questa violenza e che, coerentemente con i principi fondanti e la nostra Costituzione, operino nella direzione di una stabilizzazione dell’area, teatro di conflitti generati da soluzioni militari direttamente o indirettamente mossi dall’occidente, attraverso un forte impegno europeo che rifugga lo strumento bellico e abbracci la diplomazia”.

Da retedeglistudenti.it

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