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Il dramma di Reyhaneh

 

di Roberta Trucco

Bella, giovane, impiccata! Questa la Giustizia!
La morte di Reyhaneh, giustiziata, colpisce come uno pugno nello stomaco che fa male, un male sordo che rimbomba dentro.
26 anni, avrebbe potuto ottenere il perdono dalla famiglia della vittima e dunque la salvezza se avesse negato il tentativo di stupro (così aveva chiesto il figlio della vittima) cosa che lei si è sempre rifiutata di fare. Il figlio della vittima, Jalal JSarbandi era sul patibolo insieme ad altri due familiari per far “rispettare il “diritto di sangue”.
Alla base di una giustizia così terribilmente iniqua c’è un assunto che vale ovunque nel mondo: le donne valgono di meno perché sono proprietà degli uomini e della loro gerarchia di valori.
Il 19esimo secolo è stato il secolo della rivendicazione dei diritti; è venuto il tempo di riconoscere che il perdono e l’amore non passano solo attraverso la legge, ma riconoscendo che siamo fratelli e sorelle, pari e diversi, ognuno portatore di una storia da comprendere e che la legge terrena va applicata ricordando che gli essere umani sono maschi e femmine, pari e diversi.

Da snoq.it

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