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Sei morti sul lavoro in un giorno. Tre sono stati investiti da un treno regionale. Una strage senza fine. Nell’indifferenza dei media

 

Altri 6 operai sono morti sul lavoro (tre operai di RFI investiti da un treno regionale Gela-Caltanissetta, a Torraca un operaio edile è  morto cadendo da un impalcaltura, a Giffoni Valle Piana un operaio rumeno è morto folgorato, a Ripacandida un operaio è morto cadendo da un cassone da un’altezza di 3 metri). E non solo 3, come riporta la stragrande maggioranza dei mezzi d’informazione.
L’ennesima strage sul lavoro.
Una settimana fa sono stati pubblicati dall’Inail i dati sugli infortuni e le morti sul lavoro per l’anno 2013.
L’Inail continua a dirci che le morti sul lavoro sono in forte calo: nel 2013 ci sono stati 660 morti sul lavoro.
Però su 1175 denunce per infortunio mortale, l’Inail ne ha riconosciute solo 660!
Casomai è vero il contrario, le morti sul lavoro da loro riconosciute  sono in forte calo, perchè molti lavoratori morti sul lavoro non erano assicurati con l’Inail.
Se poi ci mettiamo la crisi economica e il conseguente calo di lavoro, si capisce bene a cosa è dovuto questo presunto calo delle morti sul lavoro, che poi calo non è.
Con che coraggio l’Inail continua ancora a parlare del calo delle morti sul lavoro, quando i loro dati sugli infortuni mortali, monitorano  solo i loro assicurati?
Quindi non sono comprese le forze armate di polizia, il corpo nazionale dei Vigili del fuoco, e neppure i giornalisti (si avete letto bene), tanto per citare alcune categorie di lavoratori che non sono con loro assicurate.
L’Osservatorio Indipendente di Bologna, diretto da Carlo Soricelli, fa un lavoro eccezionale,  monitorando dal 2008 tutti le morti sul lavoro che ci sono ogni giorno in Italia e tenendo accesi “i riflettori”, sul dramma troppo spesso dimenticato delle stragi sul lavoro: nel 2013 oltre 1300 morti sul lavoro e nel 2014 (dopo 6 mesi e mezzo) oltre 700 morti sul lavoro.
Riflettori che avrebbero il dovere morale di tenere accesi ogni giorno (si avete letto bene, perchè le morti sul lavoro ci sono ogni giorno, festivi inclusi) i mezzi d’informazione, e quando parlo di mezzi d’informazione intendo, quotidiani (cartacei e web), radio, agenzie di stampa, tg, programmi di attualità e blog dei mezzi d’informazione, ecc.
Quando in un Paese che di definisce civile come l’Italia (e che mette all’articolo 1 della sua Costituzione il Lavoro, come diritto fondamentale) in un solo giorno muoiono 6 operai e nessuno dice nulla, scusatemi il termine, ma a me cascano letteralmente le braccia.
Questo è un Paese che ha perso la capacità di indignarsi di fronte a queste tragedie, che sono tragedie che non fanno solo morti, rovinano famiglie (chi rimane, resta solo, abbandonato a se stesso) e rendono tanti giovani orfani e soli.
Quando leggo poi che nella modifica della Costituzione si vuole riportare la sicurezza sul lavoro nella competenza esclusiva dello Stato, quasi questo fosse la panacea di tutti i mali, io resto sbalordito!
Questo significherebbe anche la centralizzazione dei controlli per la salute e sicurezza sul lavoro, ma non mi pare che quando tutta la sicurezza sul lavoro era in mano allo Stato le cose andassero meglio.
Per aumentare i controlli per la sicurezza sul lavoro, ci vuole il personale, riesco a spiegarmi?
E non a malapena 1850 tecnici della prevenzione dell’Asl, a fronte di 3-4 milioni di aziende in tutta Italia.
Sono troppo pochi per controllarle tutte: se lo facessero, ogni azienda riceverebbe un controllo ogni 33 anni, praticamente MAI!
Che poi a criticare costruttivamente come fa il sottoscritto, quando va bene si viene etichettati anche come “rompiscatole”, a volte anche peggio!
Non voglio stare neanche a ripetermi: l’ho fatto tantissime volte, fosse servito davvero a qualcosa!
Che poi chi avrebbe davvero il potere di cambiare le cose, non ci vuole proprio sentire!
Concludo questa mia lettera così: nell’Agosto 2010, un ex Ministro dell’ex Governo Berlusconi esordì così (poi ritrattando in parte) : “robe come la 626 sono un lusso che non possiamo più permetterci”.
Ed io mi domando: mentre oltre 1300 morti sul lavoro ogni anno, quelli possiamo ancora permetterceli???
Governo Renzi, se ci sei batti un colpo per favore!
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze

* Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze

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