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Rai: Di Trapani (Usigrai): “La tv che cambia. Norme e contratto tengano il passo”

 

“La relazione annuale dell’AgCom ha disegnato un panorama editoriale televisivo ancora in evoluzione, con importanti cali sul fronte dei ricavi e la definitiva affermazione di nuovi soggetti. L’era del duopolio è alle spalle. Il settore ha bisogno di profonde riforme. Per questo stupisce che da parte dell’Autorità non ci sia alcuna indicazione sulla necessità di intervenire sulle normative che regolano la raccolta pubblicitaria, i limiti antitrust, i conflitti di interessi e le fonti di nomina della Rai Servizio Pubblico”. Lo scrive in un editoriale sul sito di Articolo21 il segretario Usigrai Vittorio Di Trapani.
“Oggi più che mai è indispensabile che le riforme coinvolgano l’intero sistema, non possono limitarsi a toccare questo o quel soggetto. Dunque nuove norme che regolamentino l’intero sistema televisivo, ormai definitivamente multipiattaforma e crossmediale. Ed è all’interno di questa cornice che va ripensato anche l’assetto dell’informazione, e quindi dei giornalisti, anche dal punto di vista contrattuale. Il sindacato unitario dei giornalisti ha saputo diversificare la sua contrattazione tra editori dei giornali ed emittenza radiotelevisiva privata locale. Il passo successivo è quello di definire percorso identico anche per l’emittenza televisiva nazionale. Altrimenti, piuttosto che stiracchiare norme nate per altre esigenze e per altri mercati editoriali, diventerà inevitabile che editori e giornalisti televisivi siano costretti a riscriversele in autonomia”.

“L’organizzazione del lavoro e le figure professionali – prosegue Di Trapani –  ad esempio, nel settore radiotelevisivo non possono più essere affrontati a valle di norme che nascono in contesti, e con contraenti, diversi. Una bella sfida per il sindacato unitario dei giornalisti italiani. Una sfida che va raccolta con coraggio. Una sfida che punta all’innovazione e al cambiamento. Che sarà vinta solo rilanciando quello spirito unitario, frutto del contributo di tutte le sensibilità e di tutte le realtà. Questa direzione fu imboccata con il Forum di Assisi: superare le vecchie componenti e riaggregare intorno a idee e proposte. Basta rileggere il documento finale di quella due giorni per vederne l’attualita’. Prima di pensare agli equilibri congressuali della Fnsi, bisognerebbe concentrarsi su quale idea di sindacato, con quali progetti, si chiede l’impegno e il sostegno di colleghe e colleghi”.

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