La missione di Pistelli in Africa

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Si concluderà oggi ad Addis Abeba, in Etiopia, la missione iniziata lunedì scorso che il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli, con delega al continente africano ed alla Cooperazione, ha svolto nel Corno d’Africa visitando Somalia, Gibuti, Eritrea e Sudan.

In Somalia Pistelli, accompagnato dal neo Ambasciatore Fabrizio Marcelli, ha incontrato il Gen. Massimo Mingiardi che guida il comando europeo per l’addestramento dell’esercito somalo e i carabinieri italiani impegnati nel training della polizia locale. Ha poi incontrato il Presidente Hassan Sheikh Mohamud, il Primo Ministro Abdiweli Sheikh Ahmed e il Presidente del Parlamento Mohamed Sheikh Osman Jawari incoraggiando l’impegno per il varo della nuova Costituzione – affinché non diventi un’altra tela di Penelope – il dialogo con i Paesi vicini e la lotta all’organizzazione qaedista degli Al Shabab da sostituire, nei territori liberati, con istituzioni credibili e vicine alla popolazione.

Il Vice Ministro ha anche sottolineato l’impegno delle ONG italiane che operano in Somalia nei settori del sostengo alimentare, della salute e dell’istruzione gestendo progetti finanziati da vari donatori per un totale di circa 42 milioni di euro impiegando quasi 2000 somali. In particolare Pistelli ha promesso l’impegno di Emergency per riportare a pieno regime l’Ospedale Giacomo De Martino a Mogadiscio, il nosocomio costruito dagli italiani negli anni Trenta accanto al Porto Vecchio, poi distrutto dalla Guerra Civile e riattivato ancora con la Cooperazione italiana a partire dal 2011 con l’impegno della D.sa Aisha Omar Ahmed, una ginecologa formatasi a Roma, figlia del Ministro delle finanze sotto Siad Barre.

Dopo la Somalia Lapo Pistelli ha visitato Gibuti, incontrandovi il Primo Ministro Abdulkader e il Ministro degli Esteri Youssouf con i quali si è complimentato per il ruolo crescente nelle dinamiche politiche della regione e nelle nuove sfide all’emigrazione. Gibuti è infatti uno dei paesi attraverso i quali passa il flusso dei migranti diretto in Europa attraverso il Sudan e la Libia e i vertici gibutini si sono detti disposti a collaborare per gestire un fenomeno di proporzioni ormai sempre maggiori. Nella capitale Pistelli ha anche visitato l’Ospedale Italiano di Balbala, sito in un quartiere popolare, nel quale la Cooperazione italiana sta lavorando all’ampliamento della struttura. Al termine della visita Lapo Pistelli ha salutato i militari della base italiana che dal marzo scorso è impegnata nella lotta alla pirateria e nel training delle forze locali per la sicurezza.

Da Gibuti la missione italiana si è quindi spostata ad Asmara dove ha incontrato il Presidente dell’Eritrea Isaias Afewerki: è stata la prima visita di un alto esponente italiano dal 1997, quando vi arrivò il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Da allora l’Eritrea è rimasta isolata, soprattutto per la politica interna ed internazionale adottata dal suo Presidente contro il quale la Svezia ha perfino chiesto l’incriminazione per reati contro l’umanità e la stessa Somalia lo accusa di sostegno agli Al Shabab. E’ stata questa la parte più difficile della missione in Africa Orientale di Lapo Pistelli. Isaias Afewerki è considerato il padre padrone dell’Eritrea dal cui dispotismo in tanti sono fuggiti mentre i familiari rimasti hanno subito pesanti rappresaglie e ritorsioni. I drammi dei profughi eritrei sono noti nel mondo, dalla permanente tragedia nel Sinai, in cui vengono marchiati dai beduini e venduti come schiavi se i familiari se ne pagano il riscatto, ai morti nel mare di Lampedusa. La mano tesa dall’Italia in questa occasione nell’intento di far uscire dall’angolo l’Eritrea, rilanciare le relazioni bilaterali e provare a favorire il reinserimento del Paese nella comunità internazionale e nelle dinamiche di stabilizzazione regionale difficilmente otterrà risultati se la politica interna ed estera di Afewerki non cambierà.

Dalla mano tesa al dittatore eritreo, all’aspetto più umanitario nella stessa giornata. Dopo l’Eritrea, Pistelli ha raggiunto Khartoum dove ha avuto un lungo colloquio con Meriam Ibrahim, la giovane donna cristiana condannata a morte per apostasia, poi assolta dalla Corte d’appello sudanese e per la quale l’Italia si è mobilitata. Della più rapida soluzione del caso, che ha visto Meriam Ibrahim ed i suoi familiari bloccati all’aeroporto mentre intendevano espatriare, il Vice Ministro italiano ha parlato anche con il Primo Vice Presidente Bakri Hassan Saleh, con il Ministro degli Esteri Ali Karti e con l’assistente presidenziale Ibrahim Ghandoor. “Tutti mi hanno manifestato disponibilità a collaborare a una positiva e, ripeto, molto celere soluzione del caso” ha riferito Pistelli all’esito degli incontri che si sono focalizzati anche sulle aree di conflitto del Darfour, del Sud Kordofan e del Nilo Blu. L’Italia e l’Europa sono impegnate per la pace e la stabilità dell’area di cui è parte essenziale la politica di Khartoum. Nei colloqui sudanesi non è mancato il dialogo sullo sviluppo dei rapporti commerciali con l’Italia ed in particolare nel settore del settore agricolo ed agro-industriale mentre sotto il profilo della Cooperazione Pistelli ha visitato l’Ospedale “Salam” di Emergency, specializzato in cardio-chirurgia, dove ha incontrato il fondatore della ONG Gino Strada.


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