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Borgio Verezzi, capitale della scena ‘inattesa’

 

 (…) Pala d’altare è la vista che allo sbocco si schiude… inaspettata da strappare un grido“ (Camillo Sbarbaro descrive Verezzi) 

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Quasi a ridosso del Festival dei Due Mondi di Spoleto, al cui confronto di araldica ‘noblesse’  risponde con la destrezza, l’agilità  della non ridondanza ‘celebrativa’,  la storica rassegna teatrale di Borgio Verezzi  (in provincia di Savona) espleta la sua 48° edizione con un fitto cartellone di ‘novità nazionali’ di scena sin quasi  a metà agosto in diversi spazi cittadini

Filo conduttore ( o ‘di Arianna’ come piace definirlo al direttore artistico Stefano Delfino)  sarà  quest’anno il concetto di “Prova d’Attore”, anche rapportata alla scarsa, abituale sproporzione esistente tra esiguità delle ambizioni (ben sedimentate) ed esiguità delle risorse finanziarie, quantificabili (com’è triste consuetudine per  tutto il comparto culturale italiano) solo col fiato in gola e a poche settimane dall’incipit festivalieri. Sì da rendere ogni progetto a medio e lungo termine aleatorio se non velleitario. Mal comune di tante iniziative artistiche e poco mondane (quindi scarse di sponsor) che non recano alcun gaudio ad organizzatori, registi, interpreti. Con (ennesimo, persino noioso)  memorandum sottotraccia da dedicare al ministro Franceschini e ad una miriade di  assessorati  ‘facili’ nel promettere e ‘svampiti’ nel mantenere.

Nell’ottica della prova attorale torneranno, ad esempio,  in piazza Sant’Agostino  i vincitori del ‘Premio Veretium’ della scorsa edizione,  Massimo De Francovich (nella foto) e Massimo Popolizio,  noti al grande pubblico, (dopo decenni di  rara fatica scenica) per la partecipazione (straordinaria) a  “La grande bellezza” di Paolo  Sorrentino; e con loro,  Elisabetta Pozzi, la cui ‘spavalda e straziante’  interpretazione della “Maria Stuarda” del 2001 è ancora viva nella memoria dei ‘ suiveurs’, solerte- questa volta -a cimentarsi in un ruolo comico.

Per la verità l’intero  cartellone sembra privilegiare, senza abusarne,  il genere della commedia brillante, “in risposta alla comprensibile  richiesta di divertimento da parte del pubblico in graduale costante aumento nelle ultime due edizioni, senza tuttavia rinunciare mai ai contenuti e alla qualità degli allestimenti.”- afferma  il direttore artistico. Non lesinando però elementi e occasioni di approfondimento e impegno ‘civile’ –   come il tema dell’usura e della crisi economica, della crescita adolescenziale e dei rapporti familiari , unitamente alla stessa crisi del teatro (in perenne similitudine con “Il giardino dei ciliegi”), pur se da ‘leggere’   in chiave ironica e disincantata.  Con il solito, allettante coinvolgimento di pubblico ed interpreti in un gioco di caustica ‘promiscuità’ o inversione dei ruoli.

E, nel dettaglio della programmazione, accanto a un classico dimenticato come “Il vero amico” di Carlo Goldoni, affidato alla regia di Lorenzo Lavia (di scena sino al 25 luglio), ‘sbuca’  una  bizzarra rivisitazione del “Ritratto di Oscar Wilde” tracciato da Masolino D’Amico attraverso testi meno noti dello scrittore e delle sue lettere private(alcune delle quali inedite). Diretto da Massimo Popolizio, “Oscar!” (sino al 27 e 28 luglio) vedrà protagonista Gianluca Guidi (27-28 luglio), seguito da una nutrita  mietitura di drammaturgia contemporanea. Da “Sinceramente bugiardi “ di Alan  Ayckbourn, interpretato da Debora Caprioglio (che ha debuttato a metà luglio) a “Il prestito”  del catalano Jordi Galçeran, regia di Giampiero Solari (dal 31 luglio al 2 agosto) e “La luna degli attori” di Ken Ludwig, protagonista Paola Quattrini (4 e 5 agosto).

In chiusura (dall’8 all’11 agosto), agiranno “Le forbici della follia” dello svizzero Paul Portner, un giallo “in cui sarà il pubblico a decidere sera per sera la svolta finale”. Ne sarà protagonista  Nino Formicola, alias Gaspare, per la prima volta al lavoro  dopo la scomparsa  del suo partner storico Andrea Brambilla, Zuzzurro. Da segnalare inoltre,  “Colpi di Timone” di Gilberto Govi e Vincenzo La Rosa, con Jurij Ferrini e la sua compagnia, impegnati nella meritoria riscoperta di un autore cui la Liguria non dovrebbe mai smettere di essere grata. Anzi iniziare…

Tra  gli eventi collaterali, varie targhe e riconoscimenti: oltre al tradizionale ‘Veretium’,  il premio ‘Virgin Active’ che sarà consegnato a Nini Salerno, miglior attore non protagonista nel 2013, e il premio Camera di Commercio di Savona  a “Uomo e galantuomo”, spettacolo di maggior successo (“per qualità, recitazione, gradimento”) del 47° Festival, con il quale anche Borgio Verezzi ricorderà il trentennale della morte dei   Eduardo De Filippo.

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