Sei qui:  / Blog / Accuse ai dissidenti, come un disco stonato.Il Caffè 27 giugno

Accuse ai dissidenti, come un disco stonato.Il Caffè 27 giugno

 

“Europa scontro fra due anime”, scrive il Corriere della Sera. La prima anima si muove nel solco della continuità, vuole Junker al vertice, chiede ad ognuno di fare i compiti a casa e si affida alla Cancelliera tedesca. La seconda anima è ormai stressata perché i compiti non finiscono mai, pensa che il rigore serva forse solo alla Germania ma che rischi di strozzare la Francia e i paesi del sud, e delega la trattativa – questa è la novità –  al giovane premier italiano, quello che ha preso più voti alle elezioni di maggio.

E ora, che succede? “Si tratta”, dice il Sole24Ore. “Verso l’intesa”, per la Stampa. Mentre nello specchio magico di Repubblica si profila già una buona intesa, buona per noi. “Tensione Renzi-Merkel poi la Germania dice sì alla flessibilità”. “Non faremo come voi – avrebbe detto Matteo ad Angela – che non avete rispettato il patto nel 2003”. Pare che nel documento che accompagnerà l’elezione di Junker, imposta dalla Merkel, si potrà leggere che “gli impegni (vanno bene solo) in cambio di flessibilità” e che di questa flessibilità nei conti si dovrà fare “tutto l’uso possibile”. “No, tutto è troppo” – dice Merker – scriviamo “buon” uso!

Il catalogo è questo. Ne avevo scritto già ieri. Renzi fa politica anche in Europa, promette, si impunta, alza la voce. E penso che la Cancelliera sia contenta di aver trovato questo italiano, che già chiama “mister 40 per cento”. Perché è meglio vincere che stravincere, e mettere tutti di cattivo umore. E perché è meglio far passare come “concessione” la politica moderatamente espansiva che ormai tenta pure la Germania.  Dopodiché i conti si faranno alla fine. Come verrà declinata la parola flessibilità? quali i capitoli di spesa che non rientreranno nei vincoli di bilancio? Quali nomine, e quando, per bilanciare la nomina di Junker? La battaglia è difficile, ma almeno Renzi ci prova.

Secondo titolo, sul Senato. “La rivolta del Senato” scrive il Fatto Quotidiano e aggiunge “I ribelli vogliono incontrare B.” E già, questa volta Vannino Chiti mette i piedi nel piatto. Perché solo Renzi, può rivolgersi a Berlusconi e perfino a Grillo?  Perché al Nazareno si può decidere che il Senato non venga più eletto e che la Camera debba essere nominata da Renzi, Berlusconi  e Grillo senza che gli elettori né altri soggetti possano proferir parola? E i “dissidenti” non possono invece lanciare una campagna pro veritate e rivolgersi, come è giusto quando si tratta di Costituzione, al Parlamento, a tutte le anime del Parlamento? Bravo Chiti!

Credo che nessuno, neppure Renzi, capisca più come ci si è cacciati in questo pasticcio. La soluzione dei cento senatori nominati da mille e cento consiglieri regionali non regge proprio. Come non ha senso mantenere tutti i 630 deputati e farli eleggere con legge maggioritaria. Così chi ottiene dagli italiani l’incarico di governare, strappa anche il il controllo pieno sulla scelta del Presidente della Repubblica, la modifica delle leggi costituzionali, le garanzie per tutti. Così come scegliendo una maggioranza per la regione, gli Italiani si troveranno a delegare ai consiglieri compiti che non c’entrano un bel niente.

Questa è una politica che considera l’elettore un semplice numero per legittimare le proprie scelte. Ho inteso Bonaccini e Giachetti ripetere ieri in televisione cose: “non vogliono le riforme, cercano di salvare il posto, sono la palude”. Bugie che celano confusione e impaccio.

Da corradinomineo.it

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE