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Due giorni intensi per salvare a Trapani la secolare Biblioteca Fardelliana. Evviva la cultura abbasso la demagogia

 

32 associazioni. 50 partecipanti tra artisti, scrittori, giornalisti e professori. 5 scuole. Un migliaio di visitatori in 24 ore. Si è chiamato “Scialo per Salviamolafardelliana”.  C’era anche Articolo 21 ma non solo. In testa all’iniziativa l’associazione Trapani Cambia, ma poi c’erano tantissimi ragazzi, giovani, donne e uomini di una città che vuole crescere in modo diverso dalle generazioni precedenti. La questione è nota. La “rivoluzione” del presidente Crocetta condotta con un bel tratto di penna che è servito ad abolire le amministrazioni provinciali, di colpo ha anche fatto venire meno fondi preziosi, e già insufficienti, per la cultura. Da una parte si è pubblicizzato il taglio dei costi della politica, nei fatti la “rivoluzione” la pagano i cittadini che già sulle loro spalle si trovavano a faticare tanto per mantenere le casse pubbliche.

Taglio ai costi che ha colpito subito la cultura. A Trapani la secolare Biblioteca Fardelliana, custode di storia, arte, letteratura, si trova dinanzi il rischio della chiusura per mancanza di fondi. Il sindaco di Trapani, Vito Damiano, si è dato da fare, mettendo a punto un piano economico per garantirne la sopravvivenza con i soldi fondi comunali, la società, la cittadinanza ha voluto anche fare la sua parte, con una due giorni intensa che è servita a dimostrare quanto preziosa è importante è la memoria che è custodita tra gli scaffali antichi e moderni della Biblioteca Fardelliana. Una manifestazione che è costata agli organizzatori una incredibile cifra, appena 240 euro. Insomma quando le cose si vogliono fare e si vogliono far bene, non è la spesa che conta ma quanto di più la volontà a fare riuscire bene ciò che si organizza.

“Noi di Trapani Cambia  – dice la prof. Sabrina Rocca – siamo felici di aver fatto parte del comitato organizzatore di #Scialo per #Salviamolafardelliana. Perchè due anni fa , dando inizio al nostro progetto, abbiamo scommesso. Scommesso sul nostro impegno oltre la scadenza elettorale e scommesso sulla possibilità di esserci in quella zona dell’impegno che sta tra i cittadini e per i beni comuni. E la partecipazione di tutti per l’organizzazione della maratona culturale e del migliaio di cittadini visitatori é una ragione in più per continuarla quella scommessa”. Cultura che significa anche lotta alle mafie, alla cultura diffusa che la mafia oggi è sommersa, non uccide più, quasi quasi avrebbe anche del positivo.

Un andazzo non nuovo. La mafia sia che spari sia che non lo faccia non potrà mai essere qualcosa di buono. La mafia che ieri uccideva, organizzava stragi, è la stessa di quella che oggi mostra grande capacità a gestire imprese, società, a occultare casseforti. E allora serve, è urgente, mettere in evidenza la vera cultura, la cultura che persegue il bene pubblico e non quello privato o di pochi, la cultura che esalta la bellezza del territorio, che riconosce l’impegno dei tantissimi siciliani onesti. L’anno scorso nei 30 anni del delitto mafioso del magistrato Gian Giacomo Ciaccio Montalto, sono stati i ragazzi del progetto Ferus a dire quanto la cultura può essere la lancia con la quale l’antimafia può sconfiggere le mafie. Trasformarono per un giorno intero il Palazzo di Giustizia in una immensa galleria d’arte. Anche in questo caso lo sforzo e l’impegno di tanti è servito più dei soldi.

Occasioni quella dell’anno scorso e quella di oggi, inframmezzate dall’agorà che ha portato a gennaio in piazza i cittadini per dire No alla mafia e dalla “scorta civica” che promossa dalle Agende Rosse da un paio di settimane promuove sit in davanti al Tribunale promuovendo la difesa dei magistrati finiti nel mirino delle mafie come il procuratore Marcello Viola, il pm Tarondo, il giudice Grillo e tanti altri. Trapani vuol essere viva e presente. Ogni giorno lancia la sua sfida ai mafiosi e ai loro complici, i colletti bianchi che si annidano anche dentro le istituzioni. Però serve la cultura, l’impegno giornalistico, perché tutto questo possa essere raccontato e soprattutto lascia traccia. Non servono i bavagli, le ipocrisie, le furbizie, serve un’antimafia seria. Ma anche una politica seria e con la P maiuscola. Indubbiamente bisogna fare i conti con la crisi che spegne alcune luci importanti, ma anche in questo campo bisogna essere chiari: “Siamo stufi – prosegue la prof. Rocca – della demagogia dei tagli allo spreco perché  troppo spesso, in questi anni, ha significato limitare diritti (allo studio, alla sanità, alla cultura) e troppo poco ancora si è fatto per ridurre le spese della corruzione e dello spreco”. Alla Fardelliana in due giorni c’è stata una affluenza incredibile, tanti vi sono ritornati dopo anni di assenza, si sono incontrati autori, letti libri, si sono visti video, si è parlato delle nostre isole Egadi, della culla della storia che si cela tra Favignana, Levanzo e Marettimo, dei parchi archeologici di Selinunte e Segesta che sono stati nei secoli teatri di scontri ma da dove è la civiltà che ha vinto e non l’odio e la contrapposizione fine a se stessa, ci sono state le ragazze e i ragazzi che hanno danzato, i giovani che hanno suonato. E adesso? Adesso si è ripartiti.

La direttrice della Biblioteca, la dott. Margherita Giacalone ha presentato il nuovo sito, è stato anche presentato un volume del giornalista Alberto Costantino dedicato a tutto quello che di interessante e rilevante riguarda la Biblioteca Fardelliana. Come si legge sul sito web la Biblioteca custodisce i fondi librari di personalità della cultura e della politica, gli atti del Senato cittadino dal 1400 al 1799; fondi musicali come quelli del musicista Antonio  Scontrino, manoscritti e corali provenienti da disciolti ordini religiosi, pregevoli stampe antiche provenienti dalla Collezione Gatto e altre di Giovan Battista Piranesi donate dal Ministro Nunzio Nasi. E ancora: incunaboli di valore e interessanti opere a stampa del Cinquecento, del Seicento e del Settecento. Nell’emeroteca vi è poi un’ampia raccolta di periodici pubblicati a Trapani fin dagli anni ’30 dell’Ottocento che documenta la vita politica e civile della comunità trapanese e le sue trasformazioni nel tempo. La Biblioteca Fardelliana fu fondata il 21 aprile 1830 da Giambattista Fardella, della famiglia dei Marchesi di Torrearsa , militare di alto rango e noto politico (fu ministro della guerra del Regno delle Due Sicilie) ma soprattutto uomo amante della cultura, collezionista di opere d’arte e appassionato bibliofilo. Oggi la Biblioteca Fardelliana è rinata nel nome di altri nobili, nobili di spirito e di animo, sono i tantissimi cittadini che hanno urlato e cantato il loro evviva alla Cultura. E hanno promesso di tornare tutti a incontrarsi perché il valore conquistato non vada disperso.

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