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21/03, giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie

 

Sono 900 i familiari di vittime innocenti delle mafie che saranno presenti alla veglia con Papa Francesco presso la Chiesa Gregorio VII a Roma,in rappresentanza di 15mila. Oltre il 70 % di loro non ha ancora avuto giustizia e non conosce la verità sulla morte dei propri cari. Oggi, come ogni anno da 19 anni in tutta Italia si ricordano tutte le vittime innocenti delle mafie. La prima giornata della Memoria e dell’Impegno si è tenuta a Roma nel 1996 da allora il 21 marzo,  primo giorno di primavera è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace.

Un lungo elenco di 900 nomi di cittadini e cittadine che hanno perso la vita per la nostra libertà, la nostra democrazia verrà letto in Chiesa durante la veglia con il Papa. Sono uomini, donne, bambini che sono morti per mano mafiosa dal 1893 ad oggi. Di circa 800 conosciamo le storie, i nomi dei responsabili dei delitti, il percorso della giustizia, anche se non sempre ha portato all’accertamento della verità e all’affermazione della giustizia. 189 di loro erano uomini e donne, militari delle forze dell’Ordine morti per servire lo Stato, 25 erano magistrati e avvocati e spesso hanno trovato la morte anche i loro cari.  In 154 sono morti a causa di pallottole vaganti o scambi di persona durante faide fra clan, 67 sono finiti nel mirino dei boss perché parenti di mafiosi, per “vendette trasversali”o ancora perché testimoni scomodi di fatti criminali. In 107 hanno avuto il coraggio di dire “no al racket”, alla richiesta del “pizzo” o della “messa a posto”, come la chiamano i mafiosi: erano imprenditori di piccole e grandi imprese e commercianti e sono morti per affermare il diritto alla libertà d’impresa di una economia libera dalle mafie. 88 i contadini e sindacalisti uccisi dalle mafie perché difendevano e riaffermavano il diritto ad un lavoro legale e sicuro. 7 le vittime delle mafie che lavoravano nella Sanità: settore da sempre nel mirino dei mafiosi, attraverso intimidazioni e corruzione. E per svolgere il loro lavoro, raccontare i fatti e cercare la verità, sono morti anche 12 giornalisti, uccisi dai clan che uccidendoli hanno tentato di mettere a tacere voci libere e coraggiose dell’informazione italiana.

Anche la Chiesa ha pagato con il sangue il tentativo di riaffermare la parola del vangelo contro la violenza dei boss: in 7 sono stati assassinati dalle mafie. Infine, a sfatare il mito che “i mafiosi non uccidono i bambini” ci sono le 80 storie di minori che testimoniano come la violenza criminale dei boss non abbia mai risparmiato nessuno. Di 32 su 900 vittime delle mafie non conosciamo ancora le storie né le circostanze dei delitti.

Saranno i familiari a leggere il lungo elenco delle vittime innocenti delle mafie durante la veglia, accompagnati da cinque rappresentati della società civile che portano con sé storie di contrasto alle mafie, alla violenza e all’illegalità Fra loro, Valentina Fiore, direttrice di Libera Terra Mediterraneo, consorzio Onlus che raggruppa cooperative sociali di Libera Terra,, Tareke Brhane, rifugiato, oggi mediatore culturale a Lampedusa promotore del “Comitato 3 ottobre Accoglienza” nato per chiedere l’istituzione della Giornata della memoria delle vittime del mare, Lucilla Andreucci, in rappresentanza del Corpo Forestale dello Stato, con cui Libera ha stipulato un Protocollo di intesa con lavorare insieme sul tema dei beni confiscati alle mafie, Giancarlo Caselli e infine, due alunni della Scuola Media Statale “G. Fattori” di Torre Maura, Roma. Domani a Latina per la XIX Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno, promossa da Libera e Avviso pubblico, arriveranno cittadini, associazioni, giovani da tutta Italia per “abbracciare” i familiari delle vittime innocenti delle mafie e rinnovare impegno per la legalità e la giustizia sociale.

* da Libera Informazione

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