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La cancellazione della Storia dell’Arte e il progetto della Scuola di Serie C

 

Negli ultimi giorni la notizia della cancellazione della Storia dell’Arte dagli Istituti Professionali rimbalza sul web e fa scalpore. A noi, che la Riforma Gelmini l’abbiamo conosciuta, criticata e purtroppo anche vissuta, questa notizia non sorprende affatto. Questo provvedimento è entrato in vigore nell’anno scolastico 2010/ 2011 per tutte le classi prime degli Istituti Professionali, e piano piano, oggi, arriva alla sua completa attuazione.
Quindi nulla di nuovo sotto il sole, anzi un provvedimento che aveva, nel 2010, subito già tantissime critiche, evidentemente poco ascoltate, da tutti gli studenti italiani. Ci dispiace vedere quanto poco le nostre proteste, a causa delle quali fummo additati come “facinorosi” e “fannulloni”, siano arrivate alle Istituzioni del Paese. Lo dicevamo nel 2008, lo abbiamo ripetuto con forza nel 2010 e tutti gli anni successivi: la Riforma Gelmini ha messo la scuola in ginocchio.

Chi vive a Roma, come nelle maggior parte delle città italiane, sa cosa significa poter ammirare quotidianamente opere d’arte la cui fama ha carattere internazionale. Il nostro Paese del resto ne è pieno, e ne dovrebbero essere pieni i nostri libri, le nostre vite. L’ idea di scuola imposta da Gelmini e Tremonti, lo denunciamo da anni, è andata esattamente in un’altra direzione: perché uno studente di un professionale, considerata come la scuola di serie C, dovrebbe conoscere qualcosa sulla Storia dell’Arte? E’ questa l’idea di scuola e di società che ci è stata imposta dalla riforma Gelmini: è questa l’idea di scuola e società che vogliamo cambiare e a cui continueremo ad opporci. L’abolizione della Storia dell’Arte è un provvedimento scandaloso ma sta perfettamente in quell’idea di società che vuole immaginare la scuola non più come un ascensore sociale, non più come una possibilità per tutti, non più come il luogo dove dare a tutti conoscenze di cittadinanza, ma un luogo dove dividere, classificare chi ce la potrà fare e chi no; e le conoscenze, quelle importanti, quelle per vivere, quelle che dovrebbero essere per tutti, come la storia dell’Arte, finiscono per essere non più per tutti, ma solo per chi se le “merita”. Come se ci fosse qualcuno che non se le merita.

Penso che lo scandalo vero sia questo, e che l’abolizione della Storia dell’Arte sia esattamente un tassello di una Riforma generale che ha mortificato il ruolo dell’Istruzione. Spero che da oggi tutti aprano gli occhi e spero di poter leggere sui giornali non solo che è stata abolita la Storia dell’Arte, ma che è stato mortificato il ruolo della Scuola e che si è voluto togliere alle Scuole tecniche e professionali tante di quelle ore e di quelle materie, come la Storia dell’Arte appunto, che sono necessarie a diventare uomini e donne, cittadini consapevoli.

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