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Armi di distrazione di massa per nascondere la fine della democrazia parlamentare

 
Sono stato parlamentare per quattro legislature, dal 1994 al 2008. Nel corso della mia esperienza ho subito o praticato l’ostruzionismo, ho assistito a scambi di insulti pesantissimi, sono stato testimone di scontri non solo verbali ma anche fisici e di risse sedate dai commessi. Ho visto occupazioni dei banchi del Governo o di aule di commissioni parlamentari. In occasione di gravi violazioni dei regolamenti parlamentari, sono stato personalmente protagonista di gesti che qualcuno oggi definirebbe di “dileggio delle istituzioni”.
Ovviamente si è trattato di episodi e non della normalità della vita del Parlamento. Episodi, certamente non commendevoli, che si sono manifestati soprattutto quando, su temi di grandissimo rilievo, un comportamento arrogante viola norme e regolamenti per impedire all’opposizione di fare il suo mestiere.
Nel caso del Decreto IMU-Bankitalia le violazioni si sono ripetute ancora una volta: controfirma del Presidente della Repubblica in mancanza dei requisiti di necessità e urgenza, e del requisito della omogeneità di materia; mancata dichiarazione dei Presidenti di Camera e Senato di inammissibilità del decreto per contemporanea presenza di materie tra loro estranee; applicazione, per la prima volta nella storia della Camera dei deputati, della cosiddetta tagliola.
Da alcuni anni il mestiere dell’opposizione è diventato difficilissimo. Leggi elettorali truffaldine che ne ridimensionano la forza parlamentare e mettono sotto il ricatto dei capi-partito la libertà e l’autonomia dei parlamentari; decreti-legge in continuazione anche quando non sono, come prescrive la Costituzione, necessari e urgenti; voti di fiducia a ripetizione che annullano ogni ruolo di chi si oppone e mettono a tacere dissensi nelle fila della maggioranza; regolamenti parlamentari che contingentano in modo molto restrittivo tempi di discussione anche quando si tratta di temi che richiederebbero più ponderazione.
Il Parlamento italiano è ridotto ormai a semplice cassa di risonanza del Governo e degli esercizi muscolari di una maggioranza di parlamentari nominati dai vertici di partito. Qui sta il vero “dileggio delle istituzioni”.
Il tradimento della Costituzione è il vero oltraggio al Parlamento. Ma naturalmente si preferisce guardare il dito di qualche sguaiatezza maschilista grillina anziché la luna della fine della democrazia parlamentare.
A questo serve la grancassa mediatica che dopo aver dato scarso peso in passato a certi episodi di turbolenza nella vita parlamentare, oggi, o per collocazione politica o per fare più “audience” li enfatizza oltre ogni ragionevole limite.
Si tratta di armi di distrazione di massa.
* Vivalacostituzione

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