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Ginevra 2 o, meglio, Yalta 2

 

I siriani cercano di liberarsi dal totalitarismo reale di Assad e da quello complementare di al-Qaida. Il mondo organizza la nuova Yalta, che ruota attorno al petrolio.

Ginevra sarà la nuova Yalta? Sembra proprio di sì, e il futuro o il benessere dei siriani certo non rientra tra le preoccupazioni degli attori globali che dal 22 gennaio prossimo si occuperanno di cercare una composizione politica alle rispettive agende, tutte centrate sulla ridefinizione delle rispettive aree di influenza.

La partita, guarda un po’ i casi, arriva alla vigilia dei cruciali 2015 e 2017, anni di presunta nascita delle famose pipe-line SOUTH STREAM E NABUCCO. Il South Stream piace ai russi, perché porta il gas di Putin in Europa, tagliando fuori Turchia e Azerbaijan.Il Nabucco piace invece ai turchi, perché passa da loro e costituisce la base a cui agganciarsi per una derivata, una pipe-line che porti in Europa le risorse energetiche di Qatar e Arabia Saudita. Ma questo Nabucco 2 deve passare per la Siria, e Assad ha detto di no. In compenso però il raìss siriano ha firmato nel 2012 un accordo con l’Iran per una pipe line che vada dall’Iran in Iraq e quindi in Siria. Ipotesi che ha fatto infuriare il Cremlino, che non può certo accettare di essere tagliata fuori dalla line diretta Tehran-Europa. Che incrocerebbe poi il gas dell’enorme giacimento scoperto al largo delle coste libanesi, israeliane e cipriote.

Ecco dunque spiegati i nodi sui quali i grandi si confronteranno, a Ginevra. Tehran, con tempismo geniale, arriva al grande appuntamento con tutte le carte in mano: la Siria, il nucleare e 3/4 di Libano. Mosca pure ha buone carte; non ha perso influenza su Assad, ha conservato Tartus, è ben presente in Libano con Gazprom Bank e soprattutto ha dimostrato di sapere ammodernare i sogni degli zar. E gli Stati Uniti? Bah… Sembrano aver giocato le proprie carte per aspettare che Khameney piazzasse lì Rowhani, dopo essersi preso Iraq e Siria, in modo da avviare il negoziato e ottenere, anche da Mosca, su altri teatri per loro più interessanti. L’Europa invece? E’ il soggetto più “coinvolto” dalla ridefinizione delle are di influenza, ma non esiste. E il Vaticano? E’ tutto chiaro, almeno così sembrerebbe, ma ce ne occuperemo domani.

Da ilmondodiannibale.it

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