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Al mondo basta, ai tunisini no

 

Le organizzazioni internazionali lodano gli articoli sulla giustizia della nuova costituzione, ma ai giudici tunisini non bastano.
La Tunisia, tre anni dopo la cacciata di Ben Ali, non è riuscita ad avere la sua nuova costituzione. Ma i passi avanti sono significativi. Era una dead-line molto importante, quella del 14 gennaio, data fatidica per la storia della “primavera”. Non essere riusciti ad approvare la nuova Carta non vuol dire però che non si siano fatti importanti passi avanti.
Oltre a recuperare le avanzate norme sul diritto di famiglia e sui diritti delle donne, i costituenti hanno votato anche cambiamenti importnati rispetto ad altri aspetti, meno nobili, del passato “ordine”. Ad esempio sull’indipendenza dei giudici, che nell’epoca di Ben Ali erno strettamente controllati dal governo. Non sarà più così.
Il passaggio è stato lodato da Amnesty International, che segue con attenzione tutta la vicenda costituzionale, giunta a due terzi del suo cammino. Ma i giudici tunisini non sono soddisfatti.
I magistrati chiedono infatti che sia sancita e regolata l’independenza della magistratura, mentre nell’articolato sin qui approvato mancherebbe norme specifiche al riguardo.
Lo ha colto anche Amnesty International, che dopo aver lodato gli articoli aboliti e i criteri introdotti, ha suggerito anche di inserire elementi ulteriori, in modo che il testo non rimanga “nebuloso”.
Un punto questo espresso come richiesta imprescndibile dai magistrati tunisini, che proprio oggi sono scesi in piazza chiedendo che la costituzione fissi i criteri di autoregolementazione.
Un ulteriore dimostrazione di consapevolezza, quando si parla di “primavera”.

da ilmondodiannibale.it

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