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Misure alternative alla detenzione? Sì,ma l’amministrazione penitenziaria è al collasso

 

di Fiorella Puglia

ROMA – Ci spiace riconoscere che l’unico momento di fama per gli UEPE (Uffici periferici dell’Amministrazione penitenziaria)  derivi dall’evento del momento, che l’ex premier Silvio Berlusconi, condannato, sconterà  la pena, in regime di misura alternativa al carcere.

Gli UEPE si occupano delle misure alternative alla detenzione, sono Uffici  di alto valore sociale e, alla luce del disumano sovraffollamento delle nostre carceri, rappresentano un pilastro fondamentale per un nuovo sistema carcerario, la cui realizzazione non è più rinviabile.

Gli assistenti sociali che lavorano in questi uffici del Lazio  lamentano una condizione drammatica a causa della grave carenza di organico, di risorse economiche e di mezzi, con un carico di lavoro enorme, ormai insostenibile, conseguenza dei continui tagli operati nel tempo ai servizi pubblici. Nello specifico degli UEPE del Lazio,  (ma la valutazione è costante in molti uffici del territorio nazionale) vivono da anni il blocco delle assunzioni  e la conseguente progressiva riduzione dell’organico.

Mancano gli assistenti sociali e si propongono ancora tagli

Qualche numero: a giugno 2013 nel Lazio si registra una carenza di 57 unità (60 assistenti sociali su una previsione di 117); parallelamente a livello nazionale vengono proposti tagli alle piante organiche del 35 % per gli assistenti sociali e del 27% per gli educatori, tagli  che sanciscono un ritorno indietro di almeno 15 anni per le due figure cardine dell’area trattamentale. E poi i tagli alle risorse economiche. Sono anni che l’Amministrazione penitenziaria non destina  risorse e personale agli UEPE. Si tratta di tagli delle risorse fondamentali allo svolgimento del lavoro:  indisponibilità delle auto di servizio,  carenza delle dotazioni informatiche,  abolizione delle indennità di trasferta,  problemi  per i rimborsi spese persino  per  i trasporti pubblici.

L’ultimo con concorso risale a 15 anni fa

L’ultimo concorso per assistenti sociali al Ministero della Giustizia risale a ben 15 anni fa.

La FP CGIL di Roma e Lazio raccoglie l’appello dei lavoratori dell’UEPE di Roma e denuncia la situazione prossima al tracollo; se si vuole diminuire l’utilizzo della carcerazione e riportare a livelli umani e sostenibili la presenza dei detenuti nelle carceri, bisogna investire prioritariamente sulle misure alternative, e far si che gli UEPE siano realmente messi in grado di rendere effettiva l’incentivazione delle misure alternative di cui sono pieni i programmi elettorali. Chiediamo dunque con i lavoratori che questi Uffici abbiano i mezzi necessari per ritornare ad essere  soggetto istituzionale attivo e credibile nel settore della inclusione sociale.

Da dazebao.it

 

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