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Colpe e golpe: de profundis clamàvi …

 

In occasione del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la pitonessa parlamentare, in (suo) perfetto tempismo ha coniato il termine “femminicidio giudiziario”: orrore! Per fortuna non siamo attorno al 2 giugno, festa della Repubblica. Immaginatevi qual cumulo d’internazionali vergogne accatasteremmo aggiungendo, alla performance dell’ofide, il ventennale capo di governo (altrimenti detto caimano) che tuona contro il Presidente della nostra Repubblica accusandolo d’aver organizzato colpo di Stato nei suoi confronti, in virtù di sentenze criminali disposte da magistrati che, in quanto comunisti, vogliono abbatterlo per poi stravolgere la democrazia che lui, miglior statista degli ultimi 150 anni, ha onorato e protetto da che è sceso in politica. In tal senso ha agito con eroismo (ed eroi) solo e sempre pagando stoicamente (e storicamente) di tasca sua  (cfr. due testimonianze a caso: Mangano e De Gregorio).

A fronte di tali (e tante) insultanti mostruosità ci resta giusto da confidare e sperare in Novembre che si riscatti e che torni a essere il mese in cui si acclamano solo i defunti…

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