Per favore, non abusate della parola “stupro”

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Sempre più spesso media e politici usano la parola stupro per descrivere qualcosa di brutto, di sbagliato. Il rischio è grosso: che si perda il senso dell’orrore.

Di Lorenza Valentini

Questo cartello è sulla vetrina della sezione del Pdl di Ravenna. Pare che a pensarlo ed esporlo siano state delle donne, o almeno così ha tenuto a precisare il coordinatore provinciale, come se la mano femminile rendesse il messaggio meno disgustoso.

Ultimamente per i media e la politica è tutto uno “stupro”.
Fateci caso.
Roma è invasa di monnezza? Stuprata! Il bel quartiere cementificato? Stuprato!
Un’aula del Parlamento è occupata da esagitati ignoranti? Stuprata!
La Costituzione viene infangata, umiliata, snaturata? Stuprata!
Addirittura gli scontri durante un corteo o un goal durante una partita di pallone vengono raccontati con un richiamo alla violenza sessuale.

Sembra che non si riesca a trovare un altro termine di paragone per descrivere qualcosa di brutto, di sbagliato, di orrendo.

E a dire il vero è proprio così: l’orrore della violenza sessuale è assoluto e se devo pensare a qualcosa di atroce, di terribile, qualcosa che ti distrugge, penso inevitabilmente allo stupro.

Mi ricordo che la maestra Laura ci raccontò che suo figlio Luca all’asilo aveva cominciato a dire un sacco di parolacce e lei, per arginare il problema, gli aveva fatto ripetere “vaffanculo” per un po’, finché lui stesso si era annoiato della parola e aveva smesso di usarla.

Ecco, questa è la mia paura: che a furia di usarle male e a sproposito, le parole possano in qualche modo perdere il loro stesso significato, possano “normalizzarsi” e diventare qualcosa di diverso. Ho paura che a furia di dire “strupro” nelle occasioni più disparate si perda tutto il senso dell’orrore, della ripugnanza, del disgusto che quella parola porta con sè, quasi fosse un’onomatopea.

Ah, c’è solo un caso in cui la parola stupro sembra perdere parte della sua portata orrorifica: quando una donna denuncia di essere stata violentata. A quel punto troverete decine di sinonimi molto più blandi.

da giuliagiornaliste.it


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