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Lo stivale che insegue i rom

 

In tutta Italia le autorità hanno scatenato una vera e propria persecuzione nei confronti della comunità rom. Abbiamo ricevuto richieste di aiuto dalla Versilia (dove sono impiegati persino gli elicotteri per agire nei confronti degli insediamenti rom), dalla costa romagnola e da altre località balneari. Un dispiegamento di forze dell’ordine senza precedenti insegue ovunque le famiglie rom, controlla documenti, rileva violazioni. Molti rom, colpevoli di… mendicare, ricevono fogli di via e la forza pubblica se ne infischia degli ammonimenti che arrivano da parte della Commissione europea: “Si sostituisca la repressione con programmi di integrazione. Si sospendano le espulsioni e gli sgomberi”. Nelle grandi città la condizione cui i rom sono costretti dalla pressione istituzionale è ormai insopportabile. Uomini in divisa percorrono le zone in cui le famiglie rom si insediano, per allontanarle, denunciandone i membri per “occupazione abusiva”. I minori sono oggetto di particolari controlli e le intenzioni delle autorità sono spesso quelle di sottrarli alle famiglie, per creare panico nell’intera comunità rom. La calunnia del “racket dei mendicanti”, dopo Milano, si afferma a Roma: un pretesto, per la forza pubblica, che serve loro a perseguire i rom come se fossero un’organizzazione criminale. “Orde di ragazzini dai campi nomadi in centro per rubare,” scrive un quotidiano. “E’ una sorta di racket,” spiega, come fa spesso la propaganda razzista, non solo in Italia, “che preleva piccoli borseggiatori e mendicanti dai campi nomadi (spesso Castel Romano e Candoni) per accompagnarli con pulmini e furgoni alle stazioni metro da dove parte il giro”. “L’obiettivo,” scrive un altro giornalista, “è tornare al luogo di partenza con un bottino carico di portafogli, soldi, orologi e macchine fotografiche, per non sentirsi esclusi dal gruppo… Storie che si ripetono ogni giorno. Scene di vita quotidiana. Bambini che chiedono l’elemosina per strada, ragazzine dedite al borseggio: un fenomeno sempre più diffuso e complesso”. E alla propaganda fanno seguito azioni di sicurezza, cui partecipano forze dell’ordine convenzionali, polizia municipale e addirittura guardie giurate. Ieri ben 35 rom romeni ed ex iugoslavi, fra cui 15 minori, sono stati identificati e alcuni di loro denunciati. Una romnì anche per resistenza e procurate lesioni.

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