Sei qui:  / Articoli / Interni / Verso la centesima tappa, Walter Siti accompagna il viaggio di Libero Cinema in Libera terra

Verso la centesima tappa, Walter Siti accompagna il viaggio di Libero Cinema in Libera terra

 

Libero Cinema in Libera Terra, la carovana di cinema itinerante contro le mafie giunta alla ottava edizione, ha scelto proprio Resistere non serve a niente di Walter Siti, vincitore del Premio Strega, come fil rouge delle immagini del diario di bordo.

(link al diario di bordo: http://bit.ly/11XA8lK ).

A turno gli organizzatori ed animatori del Festival leggono brani del libro che accompagnano le immagini delle edizioni precedenti, in vista della 100ma tappa che si terrà mercoledì 10 luglio a Portella della Ginestra. Chi meglio di Walter Siti per raccontare la zona grigia della mafia e per raccontare anche degli italiani.
8 luglio 2013 – Dopo il viaggio al nord con tappe a Bruxelles, Genova, Castelfranco Emilia, San Giorgio di Mantova, Galbiate, Rimini, Libero Cinema in Libera Terra è approdato a sud: Bitonto, Brindisi, Scansano Ionico, Polistena, Sessa Aurunca e Casapesenna. www.cinemovel.tv

A Bitonto (29 giugno, proiezione di Bellas Mariposas il film di Salvatore Mereu) per il secondo anno insieme all’amministrazione comunale che ha fatto suo il senso della manifestazione. «Salutiamo con piacere il ritorno della carovana di Libero Cinema in Libera Terra -commenta l’assessore alla Legalità del Comune di Bitonto Rino Mangini- dopo l’esperienza dello scorso luglio, la città di Bitonto è nuovamente parte di un progetto internazionale, di un festival cinematografico sui generis che elegge il cinema a strumento pedagogico-educativo per formare ed educare la cittadinanza alla cultura della legalità». «La scelta di Cinemovel Foundation e Libera – aggiunge il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchioè in linea di con l’impegno per la legalità di questa Amministrazione, recentemente segnalata come ente locale per le migliori prassi amministrative a favore della legalità in occasione dell’istituzione del Premio nazionale intitolato a Pio La Torre. Noi crediamo che l’arte nelle sue varie forme sia un efficace antidoto contro l’illegalità, e soprattutto le armi migliori al servizio di una società civile che ha voglia di riappropriarsi dei propri spazi, sottraendoli alla criminalità e alla sopraffazione».

A Brindisi (30 giugno, proiezione de La nave dolce di Daniele Vicari)

Davanti alla scalinata virgiliana che si affaccia sul porto, con il grande schermo montato sulla parte del Museo il film di Vicari che racconta dello sbarco della nave albanese Vlora sulle coste pugliesi nel 1991 ha attirato tantissime persone. Anche a Brindisi, come avviene in ogni tappa del festival la proiezione del film ha rappresentato un’occasione per porre l’attenzione sui temi della legalità e della lotta alle mafie e sulle cooperative che gestiscono i beni confiscati. C’è una profonda amicizia tra Cinemovel e la Cooperativa di Mesagne fin dalla sua costituzione nel 2008. Da allora ogni estate la carovana di Libero Cinema rinnova l’appuntamento con i giovani delle Terre Libere di Puglia  http://liberaterrapuglia.wordpress.com/  impegnati nel riutilizzo dei beni confiscati alla Sacra Corona Unita. Un’eccezionale esperienza di liberazione di un territorio dall’influenza della criminalità organizzata, un’opportunità di riscatto e di responsabilizzazione per un’intera comunità.

 

A Scanzano Ionico (1 luglio, proiezione de El Impenetrable di Daniele Incalcaterra)
El Impenetrable  ancora protagonista sul grande schermo di Libero Cinema in Libera Terra allestito a Scanzano Ionico, in collaborazione con Libera Basilicata. Un racconto in prima persona del regista Daniele Incacalterra per una storia davvero straordinaria ed emblematica. Così come è emblematica la storia del lido “Onda Libera” (ex Lo squalo), il primo stabilimento balneare in Italia affidato a Libera in una confisca di primo grado.

Il 30 settembre del 2011 nell’ambito dell’operazione Octopus, condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Lecce, fu sequestrato il lido Lo squalo di Scanzano di cui risulta amministratrice Marianna Scarci, nipote del boss Franco Scarci ed ex ballerina, nota per aver preso parte alla trasmissione Saranno famosi, condotta da Maria De Filippi.
Intestazione fittizia alle donne, anche giovanissime, della famiglia Scarci da parte degli uomini del clan: padri, zii, mariti o conviventi. In primo grado, nel luglio 2012, è stato confermato  il sequestro preventivo. Marianna Scarci è stata condannata a un anno e 10 mesi dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecce nell’ambito del processo con rito abbreviato nel quale erano imputati anche suo zio, boss del quartiere Salinella di Taranto Franco Scarci, condannato a 12 anni di reclusione, e il padre Andrea, condannato a 8 anni e 8 mesi. Il bene ora è “Onda Libera” qui partiranno il 9 luglio i campi di volontariato “E!STATE LIBERI” con attenzione per la tutela e la salvaguardia delle aree demaniali e del bene comune, e in particolare, per la protezione dagli incendi boschivi, frequentissimi nell’area contesa per interessi di speculazione edilizia. Ma non solo, la tappa di Libero Cinema in Libera Terra è stata l’occasione di conoscenza e incontro tra i volontari di Libera e parecchi giovani venuti dai comuni limitrofi, tra cui consiglieri del PD e di Sel che a fine proiezione si sono seduti intorno ad una tavolo per ragionare su un programma di iniziative da portare avanti insieme.

 

A Polistena (3 luglio, Proiezione di “Life in Italy is ok- Emergency Programma Italia” e  di “Il sangue verde” di Andrea Segre)

È dal 2008 che la carovana di Libero Cinema fa tappa a Polistena insieme alla cooperativa Valle del Marro Libera Terra. Nata nel 2004 la cooperativa coltiva nella Piana di Gioia Tauro 150 ettari di terreni confiscati alla ‘ndrangheta e produce olio d’oliva, pesto di peperoncino, crema di olive, filetti di melanzane, tutto in modo biologico. La piazza scelta per montare lo schermo ha un forte significato simbolico, è intitolata a Giuseppe Valarioti, giovane professore di lettere e segretario della sezione del PCI di Rosarno, ucciso dalla ‘ndrangheta la notte tra il 10 e l’11 giugno 1980. Sulla piazza si affaccia il palazzo di cinque piani confiscato ad una delle famiglie più potenti della ‘ndrangheta calabrese, i Versace. Oggi non è più “cosa loro” ma bene comune restituito alla legalità. La ristrutturazione del primo e del secondo piano è quasi completata, qui troveranno spazio il centro giovani gestito dalla parrocchia e, al secondo piano, il poliambulatorio di Emergency. L’altra metà del palazzo ospiterà, entro l’anno prossimo, attività di economia sociale come la bottega dei prodotti di Libera Terra, il ristorante e l’ostello dei giovani con gestione diretta della cooperativa Valle del Marro.

A Maiano di Sessa Aurunca (5 luglio, proiezione de L’intervallo di Leonardo Di Costanzo)

Libero Cinema in Libera Terra insieme al Festival dell’Impegno Civile, http://www.festivalimpegnocivile.it/   promosso dal comitato Don Peppe Diana. Lo schermo cinematografico è stato montato nel cortile del bene confiscato al clan Moccia e dedicato alla memoria di Alberto Varone, un imprenditore barbaramente ucciso dal clan dei “Muzzoni” di Sessa Aurunca, per essersi rifiutato di cedere le sue attività. Una casa e 17 ettari di terreno gestiti dalla cooperativa sociale “Al di là dei sogni” nata nel 2004. Vi vivono e lavorano persone con disagio provenienti per lo più da centri di salute mentale, ospedali psichiatrici giudiziari, situazioni di tossicodipendenza. Sul bene sono coltivate melanzane, zucchine e zucche che vengono messe sul mercato insieme ai prodotti di  altre cooperative che gestiscono beni confiscati per dar vita ad una nuova forma di commercio che non si basa sulla competizione sfrenata, ma sulla qualità di un prodotto genuino e di attenzione ai soggetti svantaggi che ci lavorano. Nasce da qui “Facciamo un pacco alla camorra” un’iniziativa pilota che ha l’obiettivo di far conoscere e vendere i prodotti coltivati sui terreni confiscati e sui  beni comuni dove lavorano persone provenienti da situazioni di disagio: salute mentale, dipendenze, ospedali psichiatrici giudiziari, riabilitazione. Persone che seguono progetti terapeutici riabilitativi individualizzati, in cogestione con l’Asl, finalizzati ad un graduale ma costante percorso di autonomia per la fuoriuscita dal sistema assistenzialistico e inserimento in attività formative e nel mondo del lavoro. La sfida è di promuovere, attraverso questo inserimento, una filiera produttiva ed etica che parte dalle attività sociali e da quei luoghi che una volta erano simboli di violenza e di sopraffazione e oggi, invece, sono rinati a nuova vita.

Casapesenna (6 luglio proiezione de El Impenetrable di Daniele Incalcaterra)
Ancora una tappa campana per Libero Cinema in Libera Terra insieme al Festival dell’Impegno Civile promosso dal comitato don Peppe Diana. http://www.festivalimpegnocivile.it/   A Casapesenna, grazie alla collaborazione  con Legambiente e con l’associazione antiracket Domenico Noviello, lo schermo è stato montato nella strada intitolata a Don Peppe Diana il sacerdote ucciso dalla camorra, per la proiezione di alcuni corti sulla figura di don Peppe seguiti dal film di Daniele Incalcaterra El impenetrableche ci racconta il suo viaggio in Paraguay “per restituire terra alla terra”. Su via don Peppe Diana si affaccia il Comune, commissariato, una palazzina confiscata a Michele Zagaria e oggi sede di Legambiente e Libera e, poco più avanti la casa di Pasquale Zagaria, anche lui in carcere.  «Via don Peppe Diana». Al parroco ucciso dalla camorra sarà intitolata una strada di Casapesenna, paese simbolo del clan dei “casalesi”. La prima volta in  questi paesi dell’Agro aversano. Terra di Gomorra, “terra dei fuochi” e delle ecomafie, ma anche “terra di don Peppe Diana” – così scrive Antonio Maria Marra su Libera Informazione –  La strada finora portava solo il nome “XIII traversa”, eppure vi si trova il municipio. E anche una palazzina confiscata a Michele Zagaria, l’ultimo boss dei “casalesi”, catturato nel dicembre 2011 dopo 16 anni di latitanza. Poco oltre vive la famiglia del fratello Pasquale, anche lui in carcere, mente imprenditoriale del clan, ora sui documenti dovrà scrivere “residente in via don Peppe Diana”… http://www.liberainformazione.org/2012/10/26/casapesenna-una-strada-intitolata-a-don-peppe-diana/

Approfondimenti su www.cinemovel.tv

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE