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Senator kazako…

 

Oggi le indignazioni verbali non sono più sufficienti per fare finta d’esser civili e meno che meno può valere (semmai peggiora, ammesso ci sia ancora spazio per il peggio) il cercare (e trovare)  capri espiatori che materialmente hanno ideato il blitz  e poi deportato  parte della famiglia Ablyazov, minorenne inclusa. La dinamica con cui è stata compiuta l’operazione non sta in piedi e solo chi è in mala fede può credere, oltre al fatto che quelle due Persone non ANDAVANO espulse, che la procedura è stata eseguita così come per tutti gli stranieri rei (già tenuto conto che da noi vige pure il reato di “clandestinità”!).   Ed è proprio questo il punto: a chi interessava riconsegnarle con questa premura al dittatore kazaco? Solo dopo aver trovato “quell’interesse”, altrimenti detto “movente” si potrà procedere al riconoscimento dei colpevoli.

E’ necessario metterci bene in testa che per quel gesto di viltà il nostro Paese in questo momento è marchiato con infamia. 

A giudicare dal fatto che un vicepresidente del Senato della Repubblica è ancora al suo posto nonostante abbia ignobilmente insultato Ministro della stessa (si badi: il “bruto” è manco consapevole), rafforza quel marchio. Quel soggetto lì sì va espulso almeno dal Parlamento italiano, naturalmente con modi civili, ancorché costituzionali: mica con la forza bruta e soprattutto mica in altro Paese che usa strumenti di tortura.

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