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Perché è urgente capire le mafie in Italia e in Europa

 

Sono passati quattro mesi dalle elezioni del 24-25 febbraio 2013 e ,nonostante l’iniziativa del Centro Siciliano Pio La Torre che ha scritto in questo senso  ai presidenti di Camera e Senato,nel parlamento italiano nessuno a livello delle presidenze elette parla dell’istituzione di una commissione parlamentare contro la mafia. Vorrei spiegare in maniera sintetica perché si tratta di una questione urgente, che non si può accantonare.
Nell’Unione europea la consapevolezza di questo problema è ormai forte e per la prima volta il rapporto annuale dell’Europol nel 2013 è dedicato al fenomeno mafioso come fortemente lesivo dell’economia di libero scambio e di qualsiasi convivenza sociale . Ma i segni dei progressi incessanti del circuito mafioso e corruttivo nel nostro paese, nelle istituzioni come nella vita sociale ed economica italiana,come in gran parte dell’intero continente europeo, sono così forti e insistenti da spingerci ad insistere ancora sul problema.

Si succedono gli arresti dei capimafia e dei trafficanti nelle ultime settimane (da quelli di questa notte sulla camorra in Campania a quello di Pannunzi che è stato  il tramite fondamentale tra mafia siciliana e ndrangheta per il traffico intercontinentale della cocaina dall’America attraverso la Nigeria e il SudAfrica per l’Europa e nelle regioni settentrionali del nostro paese si individuano in maniera crescente le complicità tra politici regionali e nazionali e associazioni mafiose ma nulla si fa a livello nazionale perché si proceda a istituire una nuova commissione antimafia e a fornire in questo modo alla maggior parte dell’opinione pubblica tutti i dati nuovi che si accumulano nelle procure e presso lo Stato sull’attività delle mafie italiane e straniere.

Eppure basta leggere – per far soltanto un esempio – le carte processuali in Piemonte sull’inchiesta Minotauro sulla ‘ndrangheta nelle cinture di paesi che circondano la capitale Torino per rendersi conto della crescita incessante dell’associazione calabrese presente nell’edilizia come in molti affari “leciti” del terziario come dell’industria nella regione piemontese.

Inoltre diventa sempre più urgente modificare, a livello parlamentare, l’articolo 416 ter del Codice Penale per rendere punibile  il reato di scambio elettorale richiamato in maniera diretta dagli scandali politico-elettorali che si sono verificato negli ultimi mesi. Se a tutto ciò aggiungiamo le proposte di modifica del Codice delle misure di prevenzione personali e patrimoniali e della legge contro la corruzione elaborate dall’associazione Pio La Torre come da Libera e dalle altre associazioni che costituiscono in Italia un ampio fronte contro la mafia e che la classe dirigente attuale non ha ancora preso in considerazione e portato in parlamento c’è da preoccuparsi molto per la situazione attuale e per promuovere iniziative nuove ed efficaci nella direzione già indicata.

Dovrebbe esser chiaro alle forze politiche del centro-sinistra presenti in parlamento che l’internazionalizzazione delle mafie-testimoniata dai recenti arresti ma anche da tutta la letteratura più recente e aggiornata sul fenomeno mafioso, ha fornito alle associazioni presenti una maggiore capacità di fare i propri affari e incrementare la propria presenza e che l’assenza di istituzioni che agiscano a livello parlamentare  e con poteri adeguati non può che favorire il sostanziale silenzio che circonda l’ascesa del fenomeno mafioso a livello italiano dove quell’ascesa è in corso da molti decenni ma anche a quello europeo dove non esiste ancora una legislazione minimamente adeguata ad affrontare il fenomeno né a livello di conoscenza né di strumenti repressivi.

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