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Parità francese: cosa conterrà il futuro testo di legge

 

 di Rédaction Lesnouvellesnews, traduzione di Letizia Cascio   

Venerdi 7 giugno, le giornaliste di Echos hanno fatto lo sciopero delle firme per denunciare il loro status di secondo piano. Ironia della sorte, è questo stesso quotidiano economico che il lunedi successivo ha pubblicato, in esclusiva, il progetto di legge quadro sui Diritti delle Donne che sarà presentato il prossimo 3 luglio al Consiglio dei Ministri.
Numerose misure del testo erano già note dallo scorso novembre, alla fine del Consiglio Interministeriale per i diritti delle donne. Eccole adesso confermate, o precisate, in un progetto di legge che si articola su tre grandi assi.

Uguaglianza professionale

Come previsto, il congedo parentale sarà ridotto da tre anni ( a partire dal secondo figlio) a massimo due anni e mezzo, con sei mesi supplementari da prendere obbligatoriamente per l’altro genitore. Un modo per coinvolgere ulteriormente i padri. E’ “una delle chiavi per riequilibrare la divisione delle faccende domestiche e le carriere professionali”, precisa il testo.

Sempre in favore dell’uguaglianza professionale, il progetto di legge intende vietare la partecipazione alle gare pubbliche di persone che sono state condannate, l’anno precedente, “per motivi  legati alla discriminazione o al non rispetto delle disposizioni del Codice di lavoro in materia di uguaglianza professionale”.
Apre inoltre alla possibilità di tenere conto, per l’attribuzione di appalti pubblici, delle condizioni nelle quali “i candidati favoriscono la parità nei mestieri”, una delle idee scavate in Quebec.

Parità dappertutto

Il secondo asse del testo mira a favorire la parità nelle diverse sfere della società. La rappresentanza politica non sfugge. L’importo trattenuto sul finanziamento statale ai partiti che non rispettano la parità ( calcolata sul numero dei candidati/e alle elezioni legislative) sarà raddoppiato. Najat Vallaud-Belkacem, all’inizio, voleva puramente e semplicemente abolire del tutto questo aiuto ai partiti recalcitranti.

Le quote destinate a femminilizzare i Consigli di amministrazione  introdotte dalla legge Copé-Zimmerman del gennaio 2011 saranno estese. Per il momento, riguardano le imprese con un fatturato annuo di non meno di 50 milioni di euro e almeno 500 dipendenti, soglia che sarà  abbassata a 250.

Il principio di parità è esteso anche alle imprese pubbliche industriali e commerciali (Epic), ed il progetto di legge autorizza il governo a ricorrere alle ordinanze per introdurlo nei diversi organismi amministrativi e autorità, come la Cassa Nazionale per gli assegni familiari.

Il codice sportivo sarà  modificato in modo che gli organi direttivi siano eletti tramite liste paritarie. Ciò avrà effetto dopo le prossime Olimpiadi 2016.

Lotta contro la violenza

Il terzo asse del testo mira a rafforzare le misure di protezione delle donne vittime di violenza, come annunciato nel novembre scorso.

Il nuovo testo va anche a rafforzare l’ordinanza di protezione prevista dalla legge Geoffroy-Bousquet del 2010. Viene riaffermata la necessità di emettere ordinanze di protezione “nel più breve tempo possibile” allungandone la durata da 4 a 6 mesi. E’ quello che hanno chiesto Guy Geoffroy e Danielle Bousquet nel primo bilancio (inizio 2012) sugli effetti dell’applicazione della loro legge.

Il futuro testo afferma anche il principio dell’attribuzione alla vittima di violenza della casa coniugale e mette fine alla procedura di mediazione penale, salvo che sia la vittima stessa a farne richiesta.
Da womeninthecity.it

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