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Twain diceva che una verità non è difficile da ammazzare e una bugia detta bene è immortale. Sono con voi perché queste parole siano sempre meno vere

 

“A dieci anni esatti dall’invasione in Iraq da parte delle forze alleate, parlare del perché, da deputata di prima nomina, abbia deciso di aderire al gruppo parlamentare degli amici di (e dell’) Articolo 21, appare quasi superfluo.In troppe occasioni abbiamo imparato cosa vuol dire non poter scegliere sulla base di informazioni corrette. Così come abbiamo imparato che alla base di ogni sana rivoluzione (di pensiero, politica o culturale), ci sia la libertà di espressione. Lo abbiamo visto di recente con le primavere arabe. Lo vediamo anche oggi con le istanze di cambiamento che stanno attraversando il nostro Paese – di voce in voce, senza sosta – e che in modo prepotente stanno influenzando ed indirizzando le scelte della politica.
E allora le battaglie per il pluralismo dell’informazione, della libertà di stampa e di espressione, per una RAI pubblica, libera dalle logiche di spartizione partitica, sono battaglie essenziali per garantirci il diritto di capire, scegliere ed agire nel migliore dei modi.

Di fronte a queste battaglie Articolo 21, insieme a pochi altri “attori” della scena pubblica, si è sempre battuta con fermezza, tanto da rappresentare, in alcuni casi, l’ultima mano a protezione della fiammella dell’informazione libera e plurale, minacciata dal vento delle censure e dei tanti conflitti di interesse.

C’è chi sostiene che queste battaglie, oggi, siano meno essenziali o, peggio, superate.

C’è chi dice: la “rete” è uno strumento per sua natura plurale e libero da ogni forma di censura e che, pertanto, i giornalisti e i giornali non servono più. Ma è un ragionamento che nasconde diverse insidie.

La grande quantità di informazioni accessibili non è di per sé garanzia di informazione corretta. La quantità di notizie non sempre ha a che fare con la qualità dell’informazione. Il fatto che sia estremamente facile esprimere le proprie opinioni non ci mette al riparo dai rischi di manipolazione o inquinamento della verità.

Ancora di più in questo contesto è indispensabile l’attività di chi organizza, analizza, interpreta e sintetizza fatti, opinioni e avvenimenti di pubblico interesse; di chi avverte e sensibilizza sui rischi del pensiero unico (anche se con voci diverse); di chi difende non solo il diritto di esprimersi, ma anche quello di capire e di essere informati.

E’ una strada che condividerò volentieri con gli amici di Articolo 21, che mi vedrà impegnata dagli scranni del Parlamento e soprattutto come cittadina, perché alla base della democrazia e delle scelte che coinvolgono l’agire collettivo c’è sempre la necessità di una informazione libera, onesta e corretta.

Mark Twain diceva che “una verità non è difficile da ammazzare e una bugia detta bene è immortale”. Sostengo Articolo 21 perché queste parole siano sempre meno vere”.

Lara Ricciatti, parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà

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