Giornalismo sotto attacco in Italia

La camorra non può essere un alibi. Cittadinanza onoraria al giudice Cantone

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Sessa Aurunca – In occasione della XVIII Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle Vittime delle mafie, l’amministrazione comunale di Sessa Aurunca ha consegnato la cittadinanza onoraria a Raffaele Cantone. Magistrato dedito alla lotta contro la camorra e in particolar modo contro il clan dei casalesi, che in sede di giudizio è riuscito ad ottenere la condanna all’ergastolo – fra l’altro – di Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e Mezzanott, Walter Schiavone, detto Walterino, Augusto La torre. E che proprio nel territorio sessano ha operato contro il clan egemone degli Esposito, detti muzzoni.

In realtà, come ha ricordato lo stesso magistrato, Sessa Aurunca ha in qualche modo segnato la sua vita, in quanto l’allora clan dominante è stata la prima realtà camorristica con cui si è rapportato appena approdato alla Direzione distrettuale antimafia. Di certo non un bel souvenir.
A Raffaele Cantone è stato riconosciuto «il suo contributo – da protagonista assoluto – alla diffusione della cultura della legalità». Ma lo stesso magistrato – dopo aver condiviso il riconoscimento con i colleghi che con lui hanno lavorato per il conseguimento degli obiettivi e hanno poi continuato il percorso intrapreso – ha voluto ricordare che troppo spesso si abusa del concetto di legalità. Citando Don Luigi Ciotti, ha rammentato che «legalità è una parola vuota e andrebbe, anzi va, sostituita con responsabilità». La camorra non può essere un alibi per giustificare tutto ciò che non va o scagionarsi dal non fare. La camorra ha responsabilità enormi, ma i cittadini altrettanto. «La camorra ha incubato i rifiuti. Ma di chi sono i terreni in cui sono stati incubati? Dei cittadini. E allora la lotta la vinceremo solo se cambieremo la mentalità». Come sottolineato anche dal sindaco Tommasino, dal commissario Antiracket Malvano e dall’on. Nugnes non bisogna cedere a facili trionfalismi, non c’è stata ancora la liberazione, la camorra non fa parte del passato.
«La camorra non è stata sconfitta – ha ribadito il giudice Cantone – Sono Stati arrestati tanti boss. L’ultimo arrestato proprio da queste parti, poco tempo fa. Ma la camorra non è stata sconfitta perché i posti vuoti dei vecchi boss sono stati occupati dalla nuova guardia, che sembra ottenere facilmente il riconoscimento sociale. Noi possiamo assicurare alla giustizia quanti più criminali possibili, ma se non cambia la mentalità non ci sarà la liberazione».


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