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Beppe Grillo in the Sky

 

Nadia Redoglia
“Apriti Cielo” e quel canale si mise a sua disposizione.  “Contrordine” un uccellino gli replicò. E fu così che il Grillo, cinguettante (più trend del cri-cri ortottero se trattasi d’acchiappare in rete) al Cielo puntò il suo dito principale.
Nel medio sta la sua virtù alla faccia del pollice opponibile, esclusiva dei primati.

Il Grillo è da campo aperto, mica dal Cielo (o Sky che dir si voglia) in una stanza. La stanza è luogo più raccolto per il dialogo e siccome lui è convinto (da qui spacciarlo a destra e a manca) che i nostri giornalisti siano tutti volgari prezzolati, qual migliore occasione, da parte sua, per dimostrarne l’assunto, presentandosi?! Così non fu.
Lungi da noi il suo pretendere priorità (maddai!) tra i gran rifiuti di ‘sti giorni (papa docet), giusto due robe restano per darci una spiegazione. La prima: “sono stato frainteso” (passare dal papa al papi ci par comunque troppo anche per lui). La seconda, invece, potrebbe essere, molto più “papabile”.

La piazza, specie se debitamente transennata e protetta da “gorilloni”, è l’habitat (e abito) esclusivo e perfetto di superstar. E, infatti, così Grillo si presenta nelle piazze. La differenza (sostanziale) consiste nel fatto che lui, da lungo tempo, si è materializzato solo più a gratis, mentre le altre superstar (giustamente, come da mestiere) lo fanno ancora per pecuniario corrispettivo. Immaginatevi pertanto se la Littizzetto (Lucianina la metto per prima ché, stante Sanremo, se lo merita proprio tutto), Crozza, Guzzanti, Luca e Paolo, Le Iene, Marcorè, Bisio ecc. ecc -ché ci siamo capiti- si presentassero al pubblico, un giorno sì e l’altro pure, senza pretendere pecuniario cachet:: quanta platea, ben più spessa dell’obsoleto comico Grillo, otterrebbero?
Fatevi la domanda, ma datevi anche una risposta.

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