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Accusatemi pure di essere un’arrivista ma non si getti fango gratuito addosso a Stefano

 

“Giovanardi va a caccia dei morti per catturare l’attenzione dai vivi. Accetto  qualsiasi critica perché nel momento in cui ho deciso di accettare la proposta  di Antonio Ingroia ero ben conscia di ciò che facevo e del prezzo che avrei  dovuto pagare. Grazie al processo di mio fratello, al suo sacrificio, e a  quello di Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva e Michele Ferrulli si é tornato in  modo prepotente a parlare della tortura, fino ad arrivare a discutere un progetto di legge in commissione parlamentare. Ma la maggioranza che ha  sostenuto il governo Monti ha ancora una volta fallito. La legge si è arenata e  nulla è più stato fatto. Il governo precedente non aveva certo fatto di meglio:  il ministero degli Esteri aveva risposto all’ONU che ci intimava l’immediata adozione di una legge che prevedesse e punisse il reato di tortura, che in Italia non ce n’era bisogno. Continuiamo ad essere l’unico paese civile a non averla mai adottata. La legge sulla tortura non si fa con le conferenze stampa, ma con impegno vero sentito e concreto. Io mi sento di poterlo garantire più di ogni altro. Perdonatemi, ma credo proprio di potermi permettere di dirlo. A tutto però c’è un limite. Accusatemi pure di essere un’arrivista, di avere  strumentalizzato la morte di mio fratello, perché in effetti potrebbe essere anche vero. Io voglio arrivare alla promulgazione della legge sulla tortura e  di tutte le altre norme che possono tutelare i diritti civili degli ultimi di  questa società. Senza la morte di mio fratello io certamente non sarei nessuno e non sarei qui.
Sarebbe la cosa più bella che Dio potrebbe regalarmi. Ma purtroppo non é così. Non posso però consentire che si getti fango gratuito addosso a Stefano e questo per i miei genitori che hanno già sopportato troppo. É per questo che ho
dato incarico al mio legale affinché Giovanardi sia chiamato a rispondere di tutto quello che ha detto in questi anni; perché la misura è davvero colma.

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