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“139 episodi di minacce ed abusi con 316 giornalisti coinvolti”

 

www.ossigenoinformazione.it – Il 2012 è stato per Ossigeno un anno positivo, come si può leggere nella Relazione sull’attività del 2012 che pubblichiamo sul sito, insieme alla Relazione sull’attività del 2011. Negli ultimi dodici mesi, con oltre 600 notizie autoprodotte e decine di iniziative, abbiamo fatto crescere l’attenzione pubblica sul problema dei giornalisti minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza e con gli abusi. Bisogna anche dire che abbiamo dovuto rinviare altre iniziative che avevamo messo in cantiere, per mancanza di risorse professionali e dei fondi necessari. Mi sembra importante dirlo a tutti gli amici dell’Osservatorio all’inizio di un anno impegnativo in cui il nodo delle risorse è venuto al pettine in modo condizionante.

È evidente che Ossigeno per l’informazione dovrà fare molte rinunce finché potrà avvalersi esclusivamente del lavoro gratuito di collaboratori volontari, e finché questi volontari saranno pochi. La Relazione sull’attività del 2012 mette in luce proprio questo: c’è ormai una stridente disparità fra i numerosi compiti che l’Osservatorio è chiamato a svolgere con cadenza pressoché quotidiana e le poche risorse di cui dispone. Se non riusciremo a ridurre questo divario, nei prossimi mesi un ridimensionamento o un congelamento del progetto sarà inevitabile.

Possiamo risolvere questo problema? La sfida è alta. Non so se riusciremo a vincerla. Ma so che ci sono tutte le premesse.

Il gruppo di lavoro di Ossigeno ha dimostrato che può fare molto con pochi mezzi, perché la motivazione ideale, la passione e il volontariato sono un grande moltiplicatore di energie. Ma c’è pur sempre una proporzione fra i mezzi disponibili e ciò che si riesce a fare. È una legge inderogabile in base alla quale l’Osservatorio non può fare fronte alle aumentate esigenze di osservazione del fenomeno se non aumentano le risorse disponibili, che sono di due specie, prestazioni professionali gratuite e risorse finanziarie, e insieme, sommandosi ed integrandosi, costituiscono il capitale sociale. Se l’insieme di queste risorse non aumenterà, Ossigeno dovrà ridurre l’attività.

L’attuale collettivo non può reggere l’aumentato volume di lavoro. Quanto alle risorse economiche disponibili per coprire le spese, esse sono incerte ed insufficienti. Nel 2012 l’Osservatorio ha avuto un modesto ma essenziale contributo finanziario dall’Ordine nazionale dei Giornalisti al quale si sono sommati contributi degli Ordini Regionali di Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Veneto. L’insieme di queste risorse non permette di dare continuità all’attività né di stabilizzare l’Osservatorio.

Perciò speriamo di trovare altri collaboratori professionali e altri finanziamenti e stiamo valutando l’opportunità di lanciare una sottoscrizione.

Non sono tempi facili per simili iniziative. Ma non abbiamo alternative. I risultati finora raggiunti ci devono incoraggiare. In cinque anni l’Osservatorio si è imposto come una realtà riconosciuta e stimata. Nel 2012 Ossigeno ha documentato 139 episodi di minacce ed abusi con 316 giornalisti coinvolti ai quali nel 2013 se ne sono aggiunti già altri 22, per un totale che dal 2006 a oggi supera 1200 giornalisti.

Ormai, grazie al lavoro di Ossigeno, il problema da affrontare è più che documentato, e la funzione ed il ruolo dell’Osservatorio sono indiscutibili. Ormai la strada è stata tracciata, grazie proprio a ciò che ha fatto questo Osservatorio. Bisogna proseguire il cammino e tenere alta l’attenzione fino al traguardo, che consiste nel varo di norme che rendano sicuro il lavoro dei giornalisti italiani, sicuro almeno quanto quello dei giornalisti di altri paesi. Speriamo di riuscire a percorrere per intero questa strada. Speriamo di riuscirci con l’aiuto di quanti credono in questa attività.

* direttore di Ossigeno per l’Informazione

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