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Beppe e Gigliola

 

di Nadia Redoglia
“Quelle stradelle che t’ho fatto far, caro Grillino le devi pagar. E qui comando io e questa è casa mia, ogni dì voglio sapere chi viene e chi vaaa!” Di Cinquetti &Cinquestelle abbiamo trasmesso “lustri folcloristici italiani”.
La differenza tra i due sta nel fatto che mentre la prima, libera di cantare per chi ha piacere d’ascoltarla, il secondo in persona del proprietario Grillo pretende proprio di stravolgere la natura della musica: basta con le note, la musica ha da essere solo quella che decide lui, a sostituire le note e diffonderle con strumenti appositamente costruiti, ci pensa il Casaleggio, altrimenti fuori dalle palle (cit.). Perciò, anche oggi, il cantastorie ne ha fatti fuori due. Può darsi che questo “nuovo movimento” sia destinato a perdere i pezzi per mancanza di suonatori e cantanti che non ce la fanno proprio ad abbandonare la libera armonia scoperta e conquistata dall’uomo? Può darsi.

Per intanto è necessario oggi prendere atto che ancora troppi italiani non sanno cosa è la musica. Pur consapevoli che è cosa unica e bella preferiscono non andarsela a cercare, tanto prima o dopo qualcuno gliela farà conoscere gratis e a domicilio. Che sia classica, melodica, pop, rock, folk ha poi poca importanza. E’ sufficiente convincerli che è proprio quella la musica.
Grillo è andato persino oltre: li ha convinti che se la sono composta da soli!

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