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Primarie Pd per terno al lotto, non più per jackpot

 

di Nadia Redoglia
Più o meno 44 36 16: intanto varrebbe la pena di giocarseli al lotto (esiste ancora?!) ovviamente su tutte le ruote. Quanto al primo estratto da ballottaggio, staremo a vedere. Per quanto i pronostici farebbero pensare che il 16 di Vendola andrebbe a incrementare il 44 del Bersani, pur tenuto conto dei dubbiosi sul significato di “nuovo” e “usato” e dei rinunciatari tout court  cui non va proprio di tornare a fare la fila (specie nei paeselli ove gli scrutatori, eludendo l’iscrizione in web, hanno riscritto tutti!)
Gli è, però, che a parte il tentare simpaticamente la fortuna con il terno di oggi (ché l’incognita del prossimo primo estratto non muta le probabilità) la vera giocata, quella dalla quale dipenderà la sopravvivenza di maggioranza, la dovremo puntare allorché il Pd sarà (verosimilmente) premiato alle prossime politiche. Quella, più che lotteria, è lotta per raggiungere l’interesse del bene comune (cfr. logo primarie) dell’Italia…

Riusciranno i nostri “numeri” ad armonizzarsi fra loro oppure contano di volerci convincere che un terno secco vincente è roba vecchia e superata a confronto dell’unico jackpot buono per uno solo che stende il tappeto nero sul banco (Italia)?! No perché, per quanto un tappeto nero metaforico sarebbe sempre più elegante dell’ingozzarsi a concrete manate di mortadella e spruzzi di spumante lordanti i sacri scranni, sappiano questi “numeri” che il popolo italiano quanto a metafore e realtà di quella portata, hanno già ampiamente dimostrato il proprio “GIA’ DATO!”, ma anche il loro conseguente  “ADESSO E’ BASTA!”

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