Chiedete a Monica di Cremona che significa veramente staccare la spina!

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di Nadia Redoglia
In quel di un bar-tabaccheria di Cremona, la proprietaria Monica Pavesi ha staccato la spina. Detta così potrebbe apparire notizia pur macabra perché purtroppo metafora per troppi nostri connazionali che hanno scelto di troncarsi la vita, prima di farsela portare via a spizzichi e bocconi dagli spietati debiti torturatori…

Questa volta metafora non è: è gesto straordinario che rivela la possibile esistenza di gesti umili e semplici capaci però di poter “salvare il mondo”. Monica ha staccato la spina alle slot macinatrici (più che machine) di clienti zombie, o in dirittura d’arrivo per diventarlo, un tempo classificabili umani. Per quanto il Monopolio di Stato prosegua, impavido, a garantirci la correttezza del sistema “gioca e vinci”, Monica, alla vista di tutti quei poveracci disperati che nella sua bottega s’attaccavano a quelle slot con lo stesso bisogno di chi, per vivere, è costretto alla cannula d’ossigeno, non ce l’ha fatta più! Solo nel suoi locali quelle robe  fruttavano al Monopolio (s’auspica di Stato, senza aggiunte di trattative) circa 50mila euro il mese dei quali un 6% andava a lei: non certo poco per qualunque Monica del Paese!  Ma, evidentemente, non per questa Monica che, ancor prima di sapere, contrattualmente parlando, quanto eventualmente avrà da sborsare (oltre il mancato guadagno) per sanzioni da “inadempienza contrattuale” che il monopolio (di Stato) potrebbe applicare, ha staccato la spina a quei mostri lì, sì da impedire a chiunque d’accattarsi…
Se stiamo solo parlando di Monopolio di Stato, poiché lo Stato siamo noi, avvisiamo gli esattori che noi a quella Monica lì, oltre a voler chiedere nessuna sanzione, avremmo intenzione di insignirla di medaglia al valore!


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