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Oggi, si parli di Pace e Sicurezza. 67 anni fa nascevano le Nazioni Unite

 

“Decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità”. Recita così la premessa ai 111 articoli dello statuto delle Nazioni Unite, che entrò in vigore il 24 ottobre del 1945, e che ne sancì la nascita. Si era appena usciti da due conflitti mondiali; la storia aveva toccato a Hiroshima e Nagasaki il suo punto di non ritorno. . L’unica via sembrava essere ricostruire. Ricostruire insieme, uniti. Appena alle spalle, nel passato, macerie; due passi in là, nel futuro, gli ideali di un mondo migliore, stampati nelle parole dell’articolo 1 dello statuto: pace e sicurezza. Nelle righe seguenti altri principi: sviluppo e diritti umani. Da quel 24 ottobre 1945 sono passati 67 anni, ma quali sono le sfide, le emergenze che ci troviamo a fronteggiare?

Gli abitanti della terra non sono più 2,5 miliardi, come negli anni 40-50, ma 7miliaridi: soglia superata nel 2011. Le risorse naturali, acqua, petrolio, gas, terra sono in  forte diminuzione. Nel mondo sarebbero oltre 30 i conflitti in atto al momento. Alcuni rappresentano delle ferite aperte da decenni. “Partite geopolitiche” per il controllo dei territori. Si pensi al conflitto israelo-palestinese. Secondo i dati ripresi da PeaceReporter (2011), in Afganistan sono 61mila i morti dal 2001, in Sudan (Darfur) 300mila dal 2003.  Altro tema: il clima. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha reso noto, che le emissioni di carbonio sono le più alte nel corso della storia e sono in aumento. I cambiamenti climatici provocano sconvolgimenti naturali, che negli ultimi anni hanno flagellato il mondo. Le crisi alimentari e finanziarie hanno portato agli ultimi posti dell’agenda politica gli obiettivi del Millennio, fissati nel 2000, e da raggiungere nel 2015. Queste sono solo alcune delle sfide mondiali, che mettono a rischio pace, sicurezza, sviluppo e diritti umani. Sfide alle quali dare risposte immediate, perché come afferma il Segretario Generale Onu, Ban Ki-moon, nel rapporto 2012 sul lavoro del Segretariato delle Nazioni Unite “il mondo si muove più velocemente, e noi dobbiamo reagire con altrettanta velocità”.

Alle sfide del lungo periodo, che riguardano clima, disarmo, sviluppo e sostenibilità economica, si aggiungono le emergenze. Conflitti come quello in atto in Siria, dove a differenza della Libia, l’intervento del mondo occidentale non si è palesato, lasciando proseguire una delle più dure “guerre civili” degli ultimi anni. Martedì 15 ottobre il sottosegretario agli affari politici dell’Onu Jeffrey Feltman ha dichiarato “secondo le stime disponibili, il numero delle vittime in Siria è salito oltre quota 30 mila”. Le primavere arabe hanno prodotto in Egitto, Tunisia e Libia nuovi assetti, derivati dall’aver spazzato via forme di totalitarismi radicati da anni, che però hanno generato e generano tensioni religiose, internazionali ed etniche. Come non citare, in merito a queste tensioni, l’attacco al consolato americano a Bengasi, avvenuto l’11 settembre, in cui sono morti l’ambasciatore americano Christopher Stevens e tre funzionari della sede diplomatica. La scintilla è stata la protesta contro un film “blasfemo” sulla vita del profeta Maometto prodotto negli Usa.

Se molto sono le sfide che sembrano impossibili da vincere, ce ne sono alcune che sembrano quasi alla portata. A metà settembre, una delle agenzie delle Nazioni Unite, l’Unicef, ha dichiarato che il numero di bambini sotto i cinque anni, che muoiono ogni anno, è sceso dai 12milioni del 1990 a 6,9 milioni del 2011. La riduzione di 2/3 della mortalità dei bambini al di sotto dei cinque anni, tra il 1990 e il 2015, era uno degli Otto Obiettivi del Millennio. Gli altri obiettivi da raggiungere entro il 2015 sono: 1. Sradicare la povertà estrema e la fame 2. Rendere universale l’istruzione primaria 3. Promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne 4. Ridurre la mortalità infantile 5. Migliorare la salute materna 6. Combattere l’HIV/AIDS, la malaria ed altre malattie 7. Garantire la sostenibilità ambientale 8. Sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.

Al di là di questo miglioramento, fondamentale, i numeri sono ancora agghiaccianti: 19mila bambini muoiono ogni giorno per cause prevedibili e curabili con poco (per noi). Questi dati fanno pensare ad un percorso ancora in salita. Ancora di più se si confrontano  le proiezioni tra gli indici di mortalità dei bambini sotto i 5 anni nei vari Paesi. Repubblica Democratica del Congo, Ciad e Afganistan, solo per citarne alcuni, hanno lo stesso numero di bambini morti sotto i cinque anni, che aveva l’Italia negli anni ’20, 200 su 1000 nati vivi. Sconcertante, se si pensa a quanti anni siano passati e che progressi abbia fatto la scienza e la tecnologia. Sconcertante se si prende a caso anche uno dei titoli dei nostri notiziari “La Spagna affonda i mercati, Ue brucia 133,6 miliardi”. Banale retorica? Non credo.

Festeggiare oggi la nascita delle Nazioni Unite significa ricordarsi quelle sfide, forse accantonare per un giorno la sfida più grossa dell’ultimo anno “contenere lo spread”. Ricordare questo 24 ottobre e tutte le altre giornate mondiali, come vorremmo fare da oggi, significa rispolverare parole come Sicurezza, Pace, Diritti umani, Sviluppo. Erodere un po’ la dittatura dello spread e del pil.  Richiamare l’attenzione dei governi, che siedono alle Nazioni Unite. Attualissime sono allora le parole di Severn Suzuki. “La bambina che zittì il Mondo per 6 minuti (Nazioni Unite 1992)” – recita così il titolo di un video che su You tube è stato visto da 1,2 milioni di persone. “Sono solo una bambina ma so che se tutto il denaro speso in guerre fosse destinato a cercare risposte ambientali, azzerare la povertà e far siglare degli accordi, la terra sarebbe un posto meraviglioso”. Davanti a tutti i rappresentati dei governi, dell’Assemblea generale Onu, Seven incalzava “A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari. Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare?”

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