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Lacrime e applausi per Pasquale Romano

 

di Raffaele Sardo*
Lacrime e applausi. Tutti per Pasquale “Lino” Romano, vittima innocente della guerra tra clan a Napoli, ucciso lunedì sera sotto casa della fidanzata a Marianella, un popoloso quartiere alla periferia nord di Napoli. Migliaia di persone hanno voluto tributare l’ultimo saluto per i funerali celebrati nel pomeriggio nella chiesa di San Biagio, in piazza Garibaldi a Cardito, il paese di origine di Lino. In serata a casa dei genitori del ragazzo ucciso è arrivato anche il Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri per un colloquio privato.

La giornata era cominciata con le bandiere a mezz’asta per il lutto cittadino ai balconi dei municipi di Napoli e Cardito. Alle 15,30 i funerali in una chiesa gremitissima, durante i quali le saracinesche dei negozi sono state abbassate. Il feretro con la salma di Lino era posto ai piedi dell’altare maggiore. Sopra la bara, un fascio di fiori bianchi, una sciarpa e una maglia del Napoli, con il suo nome. Nei primi banchi oltre i familiari e gli amici più stretti, i rappresentanti delle istituzioni. L’assessore Pasquale Sommese per la Regione Campania, l’assessore Antonio Crimaldi per la Provincia di Napoli,  il Sindaco, Luigi De Magistris a rappresentare il Comune di Napoli. Presenti anche il prefetto Andrea De Martino, il questore Luigi Merolla, i vertici provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza.

All’esterno della chiesa gli amici di Lino hanno affisso alcuni striscioni: «Non si può morire senza colpe», «14 colpi non uccidono, uccide il silenzio. Vinciamo l’omertà per il nostro futuro», «Ennesima vittima innocente di una guerra tra ‘perdenti’, ora basta». Gli amici di Piazza Garibaldi, quella che frequentava Lino, ne hanno srotolato uno ancora più diretto: «Giustizia». E da Marianella ne è arrivato uno lunghissimo, con la scritta: “Marianella si stringe al vostro dolore. Ciao Lino.” La funzione è stata celebrata dal vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo in una chiesa che non è riuscita a contenere l’enorme folla accorsa per dare l’ultimo saluto a Lino. Il piazzale esterno era altrettanto pieno. Don Maurizio Patriciello, il parroco “della Terra dei fuochi”, guida la recita del Rosario in un’atmosfera di forte commozione. Il parroco, don Nicola Mazzella ricorda bene Pasquale.

«Era un ragazzo semplice, di una famiglia praticante». «Aveva vinto quella che qui è una grande scommessa». A gennaio sarebbe stato assunto, e voleva sposarsi». Invece a Marianella, periferia nord di Napoli, dove vive la fidanzata, si è trovato di fronte a dei sicari, probabilmente imbottiti di cocaina, che lo hanno scambiato per un altro e lo hanno crivellato con 14 colpi di pistola. Forse un «pusher» responsabile di uno sgarro». «Ho letto di qualcuno che ha usato espressioni come “innocente che si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato”. Ma non esistono posti o momenti sbagliati per chi ama la vita». – ha detto durante l’omelia il Vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo, che concelebra insieme ad otto i sacerdoti – È sbagliato solo il luogo ed il momento di chi la vita la calpesta».

Il vescovo ha parlato alla comunità «ferita e in cerca di speranza. Espressioni di questo tipo sembrano dire che alcune cose sono inevitabili, ma non può essere così. Non possiamo essere cosi fatalisti. Chi calpesta la vita degli altri porterà questo marchio su di sé pe sempre, come Caino. In ciascuno di noi è presente il peccato di Caino e l’innocenza di Abele, la tentazione di salvare se stessi oppure la consapevolezza di poter essere con Dio nella fedeltà a ciò che è giusto». «Il dolore che la nostra comunità oggi vive – ha aggiunto – ci farà sentire più forti e più uniti. La nostra preghiera è per Pasquale, per tutto quello che ha amato e per le persone che lo hanno amato più di ogni altra cosa. Siamo partecipi del suo desiderio di vita e lo faremo nostro. Daremo vita nuova a questa nostra terra». La grande commozione si scioglie nelle lacrime di giovani e vecchi, quando a fine cerimonia Antonella, cugina di Pasquale Romano, legge un breve ricordo degli anni di gioventù. La saluta un lungo applauso ed un altro applauso accoglie la bara che esce sul sagrato, mentre tanti giovani si abbracciano tra loro piangendo.

La bara di Lino, portata a spalla dagli amici sul sagrato della chiesa, viene consegnata all’auto che la porterà verso il cimitero. Con la bara viaggiano anche la sua maglietta del Napoli, la sciarpa del “Napoli club” e un pallone di cuoio azzurro, con la scritta: “Sono…napoletano”. Un lungo applauso ha salutato Lino per il suo ultimo viaggio verso il cimitero. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, intanto ha lanciato un appello agli autori dell’omicidio di Pasquale Romano. «Gli assassini si devono subito consegnare alla giustizia. Chi ha visto parli, perché avrà il sostegno mio, di tutti i cittadini e delle forze dell’ordine». Per il sindaco di Napoli serve «l’impegno di tutti» e questo, sottolinea, è anche il messaggio di Rosanna, la fidanzata di Pasquale che de Magistris ha incontrato all’indomani dell’omicidio. «Bisogna impegnarci ogni giorno – ha dichiarato – non solo nel momento del dolore e della rabbia. Serve un’azione non solo in termini di sicurezza ma anche nel sociale, nella cultura. C’è bisogno che il governo capisca che Napoli è una priorità».

Un appello ai cittadini affinché aiutino le forze dell’ordine e la magistratura nella lotta alla criminalità organizzata e per la cattura degli assassini di Pasquale Romano è stato lanciato anche dal prefetto di Napoli Andrea De Martino. «Siamo in attesa di aiuti, della collaborazione dei cittadini a cui non chiediamo gesti eroici, ma gesti semplici a cominciare dalla cessazione di ogni contatto con le attività che foraggiano la criminalità per tagliare ogni flusso alla camorra – ha detto il prefetto ieri mattina a margine di una cerimonia davanti al Palazzo di Giustizia – «In questo Paese e in questa città – ha concluso De Martino – abbiamo molto bisogno di giustizia».

In serata l’arrivo del Ministro dell’Interno a casa dei familiari di Pasquale Romano a Cardito. Il colloquio è durato circa mezz’ora. All’incontro, avvenuto poco prima delle 19, era presente solo il ministro e non sono state ammesse altre persone. La Cancellieri ha lasciato l’abitazione senza fare commenti e senza incontrare i giornalisti. In serata, però, ai microfoni di Sky, ha rimarcato che l’assassinio di Pasquale Romano «non ha alcuna giustificazione e credo che nessuno potrà farsene una ragione. Il dolore della mamma – ha continuato – non lo colmerà nessuno, ma io cercherò di impegnare più uomini delle forze dell’ordine sul territorio perché questi fatti non debbano ripetersi e, soprattutto, perché i colpevoli vengano assicurati alla giustizia».

*Dalla parte delle vittime

www.liberainformazione.org

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