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Sostegno alla cultura, il tempo è scaduto

 

Vi è qualcosa di straordinario nel moto di solidarietà di chi si è stretto intorno all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e al suo fondatore Gerardo Marotta. In un tempo dominato dalla redditività dove il valore dei beni culturali è stabilito dai tour operators e tutto è oggetto di dissacrante profanazione, la mobilitazione in difesa dei trecentomila libri di filosofia traslocati in un magazzino è ai limiti della commozione, la stessa che si prova di fronte al rogo dei libri in quel capolavoro di Truffaut che è Fahrenheit 451.

Protestiamo vivacemente per l’abbandono in cui versa la ricerca scientifica, ma ci si è mai interrogati sul danno irreparabile prodotto dall’azzeramento, almeno ventennale, dei finanziamenti agli studi e alla ricerca umanistica?

Prendiamo per buona la categoria della redditività. Come potremo più valorizzare, anche in termini economici, il nostro preziosissimo patrimonio storico-artistico e culturale se tutti gli enti, accademici e pubblici, che promuovono gli studi umanistici sono stati lasciare morire?

Noi educhiamo talenti tecnico-pratici e atrofizziamo la riflessione filosofica e la coscienza critica. Ne consegue che vi sono sempre meno persone che comprendono – o sono effettivamente in grado di comprendere – la connessione dei fattori che costituiscono la realtà storica e determinano il nostro presente, quel mondo della vita in cui molti sono immersi senza possederne gli strumenti per interpretarlo e criticarlo. E invece oggi il mondo ha più che mai bisogno di forze creative. Ma per stimolare la creatività abbiamo bisogno di una educazione al giudizio e perciò di uomini educati alla filosofia. Questo è il compito che si è dato trentasette anni fa l’Avv. Marotta nel fondare l’Istituto di Studi Filosofici, un’accademia che non nasce soltanto dalla sua “mania”, da quella follia divina di cui parla Platone, ma da una città, Napoli, che ha saputo far propria, con Vico, Spaventa, De Sanctis e Croce l’eredità della filosofia classica tedesca; da una regione, la Campania, che ha visto, con Parmenide, nascere la metafisica; da un paese, l’Italia, unico al mondo in cui si studia ancora la storia della filosofia. Di questo i governanti e gli amministratori locali dovrebbero menar vanto, essere orgogliosi di ospitare a Napoli un centro di studi umanistici considerato più importante di quello di Princeton e Heidelberg. Ne sono consapevoli? Lo speriamo vivamente perché il tempo è praticamente scaduto.

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