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“Una volta tanto, caro mio televisore, sarai costretto ad ascoltarmi”. Così iniziava il saggio di Martini “Il lembo del mantello”…

 

” Una volta tanto, caro mio televisore, sarai costretto ad ascoltarmi. Sei sempre solo tu a parlare, a farti guardare, a tenermi zitto, a impedirci di discorrere in casa……Il Vescovo deve averne detta una grossa in proposito, dice che tu potresti essere addirittura paragonato al lembo del mantello di Gesù….” Con queste parole Carlo Maria Martini, allora arcivescovo di Milano, iniziava il famoso e importantissimo saggio “Il lembo del mantello”, indirizzato ai suoi parrocchiani dell’anno 1991 e che, come lui stesso ricordò, era dedicato ad analizzare, dal punto di vista non soltanto della Chiesa, la massa, , la persona e la comunicazione, il peso che essa aveva acquisito nella società e l’esigenza di verità che avrebbe potuto consetire alla comunicazione televisiva un ruolo non solo educativo ma perfino profetico. Nella consapevolezza che così non era, ma che a questo obiettivo bisognava ispirarsi.

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