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Quasi mille decenni in dieci anni. Morire di carcere in Italia

 

Quasi mille morti dal 2002 al 2012 nelle carceri italiane, di cui 66 soltanto in Sicilia, l’8 per cento della quota nazionale. E’ allarmante la situazione del sistema carcerario italiano, denunciato dal dossier “Morire di carcere” elaborato dal Dipartimento della Giustizia e analizzato nel numero di questa settimana di ASud’Europa, rivista del Centro Pio La Torre.

È il suicidio la prima causa di morte (518, 56 per cento); seguono la malattia (183, 20 per cento) e una categoria “da accertare”, che raccoglie i casi per cui è in corso un’indagine giudiziaria (177, 19 per cento). A questi si aggiungono 26 casi di overdose e 11 omicidi.

Tra le condizioni di disagio dei detenuti si aggiungono anche il sovraffollamento: in Sicilia sono complessivamente 7.454 (tra cui 200 donne e 1.574 stranieri) le persone detenute nei 27 istituti penitenziari, che hanno in totale una capienza regolamentare di 5.454 persone. Dunque un sovraffollamento di 2 mila detenuti. Nel carcere Pagliarelli di Palermo, che può ospitare 858 persone, vi sono 1.280 detenuti. Nell’altra struttura palermitana, l’Ucciardone, che può contenere 391 persone, vi sono 565 reclusi.

E per mettere in luce queste problematiche proseguono le visite dell’Unione Camere Penali Italiane e dell’Osservatorio Carceri Ucpi nei penitenziari italiani. Domani 10 luglio i penalisti visiteranno il carcere dell’Ucciardone, il 19 luglio toccherà invece alle carceri di Piazza Lanza e Bicocca a Catania, mentre il 20 luglio ultima tappa siciliana a Siracusa.

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