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Ponteranica, un braccio di ferro inutile

 

Tutto secondo copione oggi a Ponteranica, piccolo centro alle porte di Bergamo: verrebbe da aggiungere “purtroppo”, ma la fine di questa surreale vicenda era già scritta da tempo per chi la avesse voluta leggere con sano realismo, senza confidare in tardivi ripensamenti. Era stato annunciato pubblicamente che sarebbe stata rimossa la dedica della locale biblioteca a Peppino Impastato? Era stata manifestata a più riprese la volontà di intestarla al padre sacramentino Giancarlo Baggi, scomparso nel 2000, dopo una vita dedicata alle opere religiose e allo studio della storia locale? E così è stato fatto, a costo di farne un caso nazionale e di sfiorare il ridicolo. O forse – verrebbe da pensar maliziosamente ma non troppo – proprio per farne un caso nazionale e far parlare di sé nel più rapido dei modi, creando cioè uno scandalo ad hoc..

Nel 2009, infatti, il primo atto della nuova giunta monocolore Lega Nord guidata da Cristiano Aldegani (nella foto) fu proprio la delibera con la quale si annullava l’intitolazione della biblioteca comunale a Peppino Impastato, voluta l’anno prima dalla amministrazione uscente. La motivazione addotta allora era squisitamente legata al fatto che il padre Baggi era stato per molti anni residente nella comunità dei sacramentini di Valbona a Ponteranica e aveva contribuito a far diffondere il nome della cittadina bergamasca a livello nazionale. E che fosse lo stesso ordine dei sacramentini a ribadire di non strumentalizzare il padre Baggi e ad invitare a scegliere un altro luogo per la memoria del religioso non venne nemmeno tenuto in conto dall’amministrazione. Si negava, al contrario, da parte dei leghisti ogni valenza politica della scelta in questione e si ribadiva l’apprezzamento per quanti come Impastato si erano battuti contro le mafie, fino a sacrificare la propria vita. Nei fatti, però, Aldegani non poteva non sapere che il suo gesto avrebbe scatenato polemiche a non finire, provocando anche la reazione di associazioni nazionali nel denunciare l’insana volontà di cancellare la memoria di una vittima delle mafie, usando come fragile alibi l’altrettanto doverosa memoria di chi, invece, si era speso per gli altri nel nome di Dio.
La più importante di queste manifestazioni fu sicuramente la prima che nel settembre del 2009 portò a Ponteranica oltre settemila persone provenienti da tutta la Lombardia e da ogni parte d’Italia per protestare pacificamente e chiedere che la biblioteca tornasse ad essere intitolata a Impastato. Neanche quella importante mobilitazione sortì alcun cambiamento e sebbene la delibera venisse impugnata davanti al TAR anche questa strada non portò alla revisione della scelta della giunta.
Il passare dei mesi e degli anni rafforzava la sperava che le cose per lo meno restassero così, sospese come in una sorta di “terra di nessuno”: tolta la targa con il nome di Impastato e senza una nuova  denominazione, si confidava in futuro prossimo che servisse a ristabilire la verità, senza creare contrapposizioni tra due personaggi che contrapposti non dovevano essere e non lo sarebbero stati in vita, se mai avessero avuto in sorte la possibilità di conoscersi. E invece sul finire dello scorso mese di maggio inizia a circolare la notizia che avrebbe scatenato nuovamente lo scontro di questi ultimi giorni.
La giunta Aldegani, infatti, annuncia una doppia cerimonia pubblica: la intitolazione del “Percorso Unità d’Italia” presso una passerella cittadina e la dedica della biblioteca comunale proprio al padre Baggi. Il tutto con il previsto coinvolgimento degli studenti delle scuole elementari locali.
Nel giro di pochi giorni si autoconvoca così una manifestazione per la mattina del 5 giugno. A chiamare a raccolta quanti non condividono la decisione del sindaco Aldegani sono Rifondazione comunista, Arci, Unione inquilini, Reti antimafia di Brescia e Pavia, Tavola della Pace della Valle Brembana, Fiom, Osservatorio antimafia di Monza e Brianza, Agende Rosse, Fiom, Rosa Bianca, Unione popolare Val Brembana e altri.
Ad essi aggiunge la sua voce Giovanni Impastato, fratello di Peppino che rilascia una durissima dichiarazione: «Sono molto amareggiato perla decisione del sindaco, ma non credo che la nostra battaglia sia persa. Sono convinto che presto quella targa per Peppino tornerà nella biblioteca di Ponteranica, perché la Lega ha i giorni contati. Farò appello al presidente della Repubblica e al ministro dei Beni culturali perché si facciano garanti della tutela della memoria e dell’antimafia».
Viceversa Libera, con il suo coordinamento provinciale e il presidio di Almenno intitolato a Gaetano Giordano e Rita Atria, il Comitato Peppino Impastato di Ponteranica, nato proprio nel 2009, rilanciano le ragioni di una sbagliata contrapposizione tra Padre Baggi e Peppino Impastato in un comunicato che viene sottoscritto anche dalla Provincia Italiana dei Padri Sacramentini.
Ecco un passaggio fondamentale per cogliere la diversità d’approccio con quanti invece erano in piazza a contestare: «Noi ribadiamo il nostro profondo rammarico e la nostra contrarietà a questo nuovo atto che rinnova l’assurda logica di contrapposizione della memoria di due persone di importantissimo spessore umano e culturale; la memoria dei fatti e delle persone che si sono distinte serve di monito alle generazioni presenti. La memoria delle persone che hanno dato grandi esempi si aggiunge, non si sostituisce!».
Libera, CPI di Ponteranica e Padri Sacramentini hanno posto quindi l’accento sulla contrapposizione inaccettabile creata tra padre Baggi e Impastato e per non strumentalizzare gli studenti presenti – a differenza di quanto non si è fatto scrupolo di fare l’amministrazione comunale – hanno deciso di non presenziare alla manifestazione di questa mattina, anche per evitare di cadere nella trappola di quanti, su sponde contrapposte, alimentano «semplificazioni di questa vicenda che la vorrebbero ridurre ad un semplice scontro tra forze politiche o partitiche».
E questa mattina, come ricordato all’inizio, sotto l’occhio vigile di alcune decine di agenti delle forze dell’ordine, le autorità e gli studenti, con qualche cittadino, hanno dato vita alla doppia cerimonia. Ad accoglierli nei pressi della biblioteca un centinaio di persone raccolti proprio per contestare l’intitolazione della biblioteca al padre Baggi. Alcuni momenti di comprensibile tensione che per fortuna non hanno avuto alcun seguito ulteriore. Collegato telefonicamente, Giovanni Impastato è intervenuto nella mattinata per chiedere pubblicamente le dimissioni del sindaco.
Tanti i fischi e gli improperi rivolti al sindaco Aldegani – “mafioso”, “non sei il mio sindaco” e “la Lega è la mafia del nord” sono stati gli slogan più gettonati – che hanno dato libero sfogo allo scoramento degli autoconvocati. E che forse hanno convinto il primo cittadino a scegliere al termine della cerimonia una uscita posteriore per lasciare la biblioteca, non senza aver lasciato una dichiarazione delle sue ai posteri: «Ancora prima che venisse intitolata a Peppino Impastato, la Lega Nord aveva espresso il desiderio che la biblioteca venisse intitolata a un personaggio del posto e già aveva individuato in padre Baggi la figura giusta. Ma la maggioranza del tempo decise diversamente. Non è questione né di razzismo, né di fare un favore alla mafia. È solo questione di coerenza rispetto alle nostre idee.. ».
E ora, tolta la rabbia, cosa resta tra le macerie?
Resta il lavoro di tutti i giorni che continua per quanti hanno scelto di non alimentare sterili contrasti. Proprio in queste ore Libera, CPI e Padri Sacramentini stanno elaborando i contenuti di un’iniziativa per ricordare Impastato e padre Baggi, far comprendere il valore che la loro memoria custodisce e, soprattutto, spiegare il radicamento mafioso nel territorio bergamasco. Sempre nell’ambito di questo percorso, oscuro ma utile a costruire un’alternativa culturale a queste scellerate scelte politiche, domani sera arriva a Ponteranica il consigliere di Cassazione Piercamillo Davigo per parlare di corruzione. Fossimo nel sindaco Aldegani parteciperemmo alla serata; chissà che non gli torni utile per comprendere quello che sta avvenendo dentro una Lega Nord in crisi d’identità e squassata dagli scandali…

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