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21 milioni di schiavi, bastano?

 

Il mondo si può consolare così: nel 2010 sono state scoperte 9mila persone vittime dei trafficanti e del traffico internazionale di esseri umani, nel 2011 sono state invece 42mila. Ma abbiamo a che fare con un problema di ben altra entità, visto che l’Ilo afferma che esistono 21 milioni di “nuovi schiavi”: il traffico sessuale riguarda 4 milioni e mezzo di esseri umani, i lavori forzati statali vengono imposti a 2 milioni e mezzo di persone, altre forme di lavori forzati riguardano ben 14 milioni di individui.

“E’ importante combattere questo fenomeno, l’abolizione ufficiale della schiavitù negli Stati Uniti e nel mondo non ha significato la fine dello schiavismo”, ha detto il Segretario di Stato americano, signora Clinton. Ma ha aggiunto, e speriamo che qualcuno in Italia abbia sentito, che è “importante trattare queste persone da vittime del traffico e non da rei!” Sinceramente non ci sembra che la legislazione e la cultura dominanti in Italia abbiano raggiunto gli standard sollecitati dalla signora Clinton.
Tra i paesi peggiori al mondo fa il suo ingresso trionfale la Siria, dove nelle pieghe di un conflitto diffuso e feroce, transitano bus carichi di ragazze irachene portate ai mercanti del sesso, 95 filippini sono stati “dimenticati”, intrappolati tra i palazzi distrutti di Hama e Homs, e i trafficanti contano su solide complicità per realizzare nuovi e lucrosi affari.
Per gli Stati Uniti esiste una lista dei pessimi: sono Cuba, Siria, Iran, Corea del Nord, Zimbabwe, seguiti a un’incollatura da Libia, Yemen, Sudan, Congo, Arabia Saudita, Kuwait.
Poi esistono i casi allarmanti, per gravità e dimensioni , di Cina e Russia, che gli Stati Uniti definiscono “osservati speciali”, ricordando che in Cina esistono ancora i famigerati campi di rieducazione.
E i progressi? Ci sono, ed è giusto sottolinearli, anche se non sono tantissimi, purtroppo: secondo il rapporto illustrato dallo signora Clinton, dati Ilo alla mano, Libano, Nicaragua e Birmania hanno fatto registrati progressi nella lotta ai trafficanti e nella difesa delle loro vittime.

da Il Mondo di Annibale

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