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Qui Torino. Giornata mondiale per la libertà di stampa

 

di Nadia Redoglia
Oggi è la “Giornata mondiale per la libertà di stampa” istituita nel ’91 dall’Unesco da iniziativa di un gruppo di giornalisti riuniti in Namibia. A livello mondiale si richiamano i principi fondamentali della libertà d’espressione sanciti dall’art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Il nostro costituzionale art.21 spiega benissimo in cosa consiste la libertà e, a scanso di qualunque fraintendimento, aggiunge: “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Mi fa piacere pensare che oggi sia dunque anche la festa del nostro sito che doverosamente dà ampio spazio all’oggi di tutti noi: a chi il giornalismo lo fa per mestiere, ma prima ancora per amore, passione, condivisione, tenerezza  secondo le classiche 5 W e le carezze di Kapuściński, a chi lo segue informandosi, a chi perciò è stato ucciso barbaramente, imprigionato, oppure, come s’usa più nei paesi da G8/20 e seguenti, allontanato. I primissimo posti (onore al merito) spettano ancora a Finlandia, Norvegia e Paesi Bassi. Noi Italia siamo stati declassati dal 50° al 61° posto, ben al di sotto di tutti i principali Paesi europei. Non solo bavagli vecchi e nuovi ma anche il “nuovo” art.18  contribuirà non poco a far passare la “crisi” per ciò che invece è censura pura…

Da un’idea di Rosita Ferrato (giornalista-scrittrice) nasce a Torino “Il caffè dei giornalisti”. Rosita, per la presentazione -nella sede Odg “la casa dei giornalisti” come ama definire il nostro presidente di Torino- ha voluto scegliere proprio questo giorno. E’ giorno in cui è necessario riflettere sulle molteplici violazioni che si perpetrano ai danni di giornalisti, fotoreporter, blogger e cittadini che vogliono fare informazione libera, democratica e critica rispetto ai governi di tutto il mondo.
L’associazione culturale si prefigge di creare e promuovere reciproche conoscenze nel settore dell’informazione tra professionisti italiani e stranieri e il mondo della società civile, proponendo di condividere esperienze di viaggio e di testimonianza diretta. E’ vitale, oggi più che mai, accomunare i momenti di crisi e difficoltà in ciascun ambito del vivere civile: cultura dell’informazione, l’io, gli altri, dunque i noi.  Il “Caffè” sarà anche ponte attraverso la collaborazione con la Maison des Journalistes di Parigi, casa che ospita giornalisti rifugiati provenienti da tutto il mondo: il Mediterraneo, i paesi del Magreb, grande scenario per il futuro degli equilibri mondiali.
Stiamo uniti.

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